La manifestazione da oggi al Padiglione Spadolini giunta alla sesta edizione tenta un salto di qualità Aria cosmopolita da melting pot nel padiglione Spadolini alla Fortezza da Basso. Nel segno dellhappening, dello scambio e del dialogo reciproco, 840 artisti contemporanei provenienti da 76 paesi diversi, espongono le loro opere darte allestendo gli spazi del piano interrato della Fortezza. Hanno pagato circa 2 mila euro a testa per dar vita alla sesta edizione della Biennale internazionale di Arte contemporanea in programma da oggi al 9 dicembre. Oltre 2.500 opere, soprattutto dipinti, oltre a sculture, foto, installazioni e video per presentarsi al pubblico, presidiare il proprio stand e raccontare con colori, immagini e forme lesperienza artistica. La rassegna, organizzata da Arte Studio di Piero e Pasquale Celona e dal direttore artistico da Emanuel von Lauenstein Massarani, critico darte e soprintendente del patrimonio culturale del Parlamento di San Paolo in Brasile, affida ad un comitato scientifico la selezione degli artisti, in gran parte giovani e questanno soprattutto dallAmerica Latina. Unoccasione per incontrare culture e stili diversi, uno specchio dei tempi che si snoda con un gran miscuglio di generi e linguaggi, arredando le pareti di lunghe teorie di quadri che creano finestre di colori e materie che contaminano le iniziative della Biennale che si inaugura oggi alle 11.30. Conferenze del critico Gregorio Luke su Tina Modotti (ore 17, 3 dicembre) e su Frida Kahlo (ore 11.30, l8 dicembre), concerti (stasera ore 17, diretto da Carol Worthey), incontri con critici ed artisti, performance, premiazioni, videoproiezioni e film ruotano intorno allattesa presenza di due personaggi artistici del momento, a cui la Tate Gallery di Londra ha dedicato una mostra: le "due sculture viventi" Gilbert George, che martedì riceveranno il premio "Lorenzo il Magnifico" alla carriera e incontreranno il pubblico (ore 17). E per testimoniare come il viaggio nella contemporaneità, «ormai abbia superato e sovvertito le categorie classiche dellespressione figurativa» come spiega il curatore Maurizio Vanni, la rassegna ospita una sezione dellArs Electronica Centre di Linz, ormai storico museo darte digitale che presenta con il suo direttore Gerfried Stocker alcune opere con video interattivi, in cui losservatore entra far parte dellesperienza visiva e sensoriale. Scienza e tecnologia diventano arte grazie ad un computer graphic che raccoglie e trascrive in forme, colori e suoni le emozioni dellincontro di due persone, come nel caso dellopera di Sonia Cillari e Golan Levin-Lieberman "Se mi sei vicino", oppure la voce in "Noice voice" si trascrive in forme dinamiche su un video con luso di un software. Nuovi progetti che mostrano come la tecnologia digitale apra nuovi territori allarte, mescolando reale e virtuale e coinvolgendo il corpo e i sensi dei protagonisti delle performance. Arte come specchio del mondo e dei suoi mutamenti, oltre che ambasciatrice dei diritti umani: sabato 8 dicembre lattrice Anne Archer, fondatrice di Artists for human rights, consegnerà un premio alla Pasquale Celona per il sostegno al dialogo tra civiltà, di cui la Biennale si fa ambasciatrice. La manifestazione resta aperta fino al 9 dicembre (ore 10-20 tutti i giorni), ingresso 10 euro (8 ridotto). Info 055-3249173
FIRENZE - Arte contemporanea in vetrina. Fortezza: la Biennale si rilancia con 2.500 opere
La sesta edizione della Biennale internazionale di Arte contemporanea si apre oggi al Padiglione Spadolini della Fortezza da Basso. 840 artisti provenienti da 76 paesi espongono le loro opere darte in un evento che cerca di unire arte, scienza e tecnologia. La rassegna, organizzata da Arte Studio e dal direttore artistico Emanuel von Lauenstein Massarani, affida la selezione degli artisti ad un comitato scientifico. La manifestazione include conferenze, concerti, incontri con critici ed artisti, performance, premiazioni e videoproiezioni. Tra gli artisti presenti ci sono due personaggi del momento, Gilbert George e Sonia Cillari, che riceveranno il premio "Lorenzo il Magnifico".
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