A volte basterebbe fare chiarezza sulle parole. Ambulante non significa abusivo, ma un piccolo commerciante autonomo che paga regolarmente le tasse ed è titolare di regolare licenza. Ha turni e postazioni definite e rappresenta un fondamentale strumento di sopravvivenza soprattutto per le fasce più deboli, che possono acquistare dalle bancarelle mercé a prezzo ridotto rispetto agli esercizi commerciali in sede fissa. Ecco allora che gli annunci del «tutti fuori dal Tridente e dal centro storico» ha fatto scoppiare un malcontento che nonostante le buone intenzioni si covava da tempo. Saltano così tutti gli accordi raggiunti sul commercio ambulante. Decine di furgoni hanno parcheggiato, bloccando il traffico, lungo via dei Fori imperiali per dar vita ad una manifestazione, regolarmente concessa, contro le ultime intenzioni del Campidoglio. Intenzioni, come quella di modificare la legge regionale che vincola il trasferimento di un posteggio ad un'area di pari pregio, quella di imporre nuovi vincoli archeologici in aree come piazza Venezia, Tridente, Fori imperiali e, in generale, il centro storico. Una lotta al degrado, quella annunciata dal Comune che rischia però di diventare un boomerang, se non altro perché colpisce anche, o soprattutto, chi è in regola con la legge. Ovvero chi si è sempre seduto al tavolo di concertazione e di pari passo con l'ammistrazione stava riportando ordine all'interno della categoria. Un esempio per tutti, gli sgomberi degli abusivi a Porta Portese avvenuti senza alcun incidente o protesta. «A questo punto - dichiara Filippo Macrì, presidente dell'Aiarc, Confesercenti Roma - azzeriamo ogni intesa sinora siglata. Che senso ha ormai spendere soldi per il nuovo banco tipo, voluto dal Campidoglio, continuare a col-laborare con gli uffici tecnici per la revisione delle singole soste se ogni giorno assistiamo a una demonizzazione della categoria con promesse e dichiarazioni di soppressioni o trasferimenti di posteggi con la sola giustificazione del rispetto del decoro urbano. Un rispetto, sia chiaro, che noi abbiamo sempre avuto». Quello dell'ambulantato è insomma un falso problema. Uno specchietto utilizzato per nascondere l'impotenza, vera o presunta, di fronte all'abusivismo, alle migliaia di bancarelle senza permesso, alle migliaia di vu'cumprà, diventati in alcune zone padroni assoluti dei marciapiedi. In barba ovviamente a tasse e licenze.