Esposto a Comune e Soprintendenza: «Sfregio alla città, coprono ilcastello» CONEGLIANO. Italia Nostra contro le torri verdi dell'ex area Zanussi: l'associazione presieduta da Francesco Scarpis, come pure diversi cittadini, punta il dito contro le due costruzioni che tolgono la visuale delle colline e del castello. «Di fronte a questo non mi sembra il caso di chiudere gli occhi. Che almeno sopprimano o riducano i listoni alla sommità», afferma il presidente Scarpis. La denuncia, della sezione coneglianese dell'associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, arriva attraverso una lettera inviata al soprintendente Guglielmo Monti e al sindaco Alberto Maniero. «Da qualche settimana sono comparse agli occhi dei coneglianesi le nuove verdi torri del complesso Piazzaffari in Borgo Monticano e la visione non è proprio gratificante - si legge nel documento -. Il complesso appare fuori scala sotto tutti gli aspetti: rispetto alla collina, al castello e alle ville, rispetto agli edifici circostanti e nei rapporti tra edificio e sovrastrutture poste a corona degli stessi». L'associazione poi non si capacita di come un edificio di tali altezza e dimensione possa armonizzarsi con le linee esplicitate dal master-plan a suo tempo espresse per il comprensorio ex Zanussi. «In tale sede si insisteva sull'importanza che la nuova espansione della città dovesse armonizzarsi per volumetrie, altezze e coni prospettici con il centro esistente e soprattutto con la collina coronata dall'Acropoli - afferma Scarpis -. Siamo in presenza di «Un Qualcosa» completamente in contrasto con le premesse. Conegliano deve ancora una volta subire uno sfregio che altera la sua natura di cittadina collinare». Scarpis ricorda anche che forse sarebbe servita la sensibilità per capire che le due torri non erano adatte ad una città come Conegliano e chiede interventi al Comune. «Si intervenga sulle sovrastrutture alla sommità degli edifici sopprimendole o almeno riducendone l'altezza: dalla collina esse appaiono come due campane di un vecchio ga-sometro - conclude l'associazione -. Confidiamo che si possa ridurre l'impatto degli edifici sulla città, che la sovrintendenza possa fare qualcosa, anche se aveva approvato il progetto, e che anche l'amministrazione intervenga per salvare il salvabile». Il problema, ormai alla vista di tutti, è stato sollevato anche dai residenti in diversi incontri della giunta con i vari quartieri e nel corso della riunione di via dei Mille, Claudio Toppan, assessore all'ambiente aveva risposto ad un cittadino, che aveva definito le due torri «un orrore». In un'altra riunione un altro si era lamentato, chiedendo di «fermare queste costruzioni» e «che non ci siano più progettisti incoscienti e che i coneglianesi non debbano subire queste cose». «Il progetto è stato affidato ad un architetto di fama mondiale, il professor Podrecca, che ha dato un'impostazione futuristica e da città un pò più grande -ha affermato Toppan -. In effetti le due torri tolgono il cono visivo sul castello e sulla collina, ma svilupparsi in altezza permette di salvare spazio per il verde pubblico e rendere la città più vivibile».