E' accusato di aver falsificato capolavori d'arte Questa mattina Italo Spagna, il titolare della Galleria d'arte Marescalchi arriverà in Procura per l'interrogatorio di garanzia nell'inchiesta coordinata dal pm Antonello Gustapane per la quale è finito ai domiciliari con l'accusa di truffa, appropriazione indebita e contraffazione di opere d'arte e che ha portato anche al sequestro delle sue gallerie di via Mascarella e di Cortina d'Ampezzo. E se, nonostante l'appello lanciato il giorno precedente dal magistrato ai clienti di Spagna, nessuna nuova segnalazione di falsi o presunti tali è arrivata ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, ieri in Procura si è invece presentato il perito d'arte, Vladimir Cicognani, per raccontare di aver già denunciato, nel '93, un caso a suo dire 'sospetto' relativo a un'opera d'arte passata per la Marescalchi, ora al centro dell'inchiesta. «Nell'ottobre del 1992 ha spiegato Cicognani venni incaricato dal tribunale civile di Bologna di redigere una perizia sull'affresco 'Madre e figlia' di Massimo Campigli per il cui danneggiamelo, avvenuto a seguito di un incidente durante un trasporto, la galleria Rizziero di Teramo (proprietaria) aveva fatto domanda di risarcimento». La richiesta del perito Cicognani di vedere l'affresco per poter quantificare il danno venne però «elusa» con la spiegazione che il nuovo proprietario dell'opera era spesso in viaggio. Alla fine la galleria gli aveva consegnato un catalogo con la foto dell'opera, due foto in bianco e nero (prima e dopo il presunto restauro) e una fotocopia dell'autentica del figlio del pittore Campigli. Per questo il 5 febbraio 1993 Cicognani depositò una perizia in cui affermava di non poter dare una valutazione dell'opera basandosi solo su una foto. «A gennaioha raccontato infine Cicognani in occasione di Arte Fiera, ricordo di aver parlato dell'affresco con Italo Spagna (su indicazione della galleria di Teramo) per avere una valutazione del prezzo dell'opera in oggetto. Spagna mi disse che valeva 400 milioni delle vecchie lire, una cifra superiore al valore dichiarato che era di 250 milioni». Ma l'I marzo '93 Cicognani si accorse di una cosa che gli parve strana: l'affresco campeggiava, intatto, in una pubblicità della galleria Marescalchi, pubblicata su Arte Mondadori. Per questo la ritrosia mostrata dalle gallerie a fargli vedere l'opera, e la successiva 'comparsa' sulle pagine del giornale, gli mise in testa il sospetto che non si trattasse di un'autentica. E sempre per lo stesso motivo presentò l'esposto-denuncia ai carabinieri, «di cui però ha concluso ieri Cicognani non ho più saputo nulla».
Bologna, Galleria Marescalchi. Oggi Italo Spagna in Procura per il primo interrogatorio
Il perito d'arte Vladimir Cicognani ha denunciato nel 1993 un caso sospetto relativo a un'opera d'arte passata per la Galleria d'arte Marescalchi. L'opera in questione è l'affresco "Madre e figlia" di Massimo Campigli. Cicognani fu incaricato di redigere una perizia sull'affresco per un'individua che aveva fatto domanda di risarcimento per il danneggiamento dell'opera. Tuttavia, la galleria Rizziero di Teramo, proprietaria dell'opera, eluse la richiesta di vedere l'affresco, fornendo invece un catalogo con foto dell'opera, due foto in bianco e nero e una fotocopia dell'autentica.
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