«Se ne va un pezzo di storia di questa città. Finisce un'esperienza preziosa per Bologna. E questo è un danno. Un danno enorme per la città e per gli operatori del settore. Vicende come questa si riflettono sempre su tutto il settore perché generano diffidenza nei potenziali acquirenti». Milena Naldi, consigliera comunale di Sinistra democratica e professionista nel settore dell'arte (è consulente d'arte antica e collabora con la galleria Fondantico di via Castiglione), ha provato una grande tristezza alla notizia dell'indagine che ha coinvolto la galleria Marescalchi e della sua chiusura. «Mi sento molto triste anche se, nell'ambiente, si sapeva che l'attuale titolare era in difficoltà economiche. Che, insomma, stava fallendo». Naldi si occupa di arte antica, dunque ha avuto poco a che fare con Italo Spagna, l'uomo che ha preso in mano la galleria alla morte dello storico fondatore, Mario Marescalchi, avvenuta nel '91. Tuttavia, conosce bene la galleria. La visitava spesso. E ha diversi colleghi che la frequentavano anche per ragioni strettamente professionali. «A Bologna, nell'ambiente ci si conosce tutti. È per questo che le voci sulla situazione critica della Galleria Marescalchi giravano da tempo», spiega. Sono girate da subito, da quando, negli ultimi anni, per Spagna sono iniziati i guai. «Non conosco i fatti, ma non mi stupirei se quello che è successo, le contraffazioni e via dicendo, siano state una conseguenza delle difficoltà finanziarie in cui il gestore si è trovato. A cosa siano state dovute queste difficoltà non saprei», precisa. «Se le accuse verranno confermate, se le cose stanno davvero in questi termini, allora per Bologna sarà un lutto. Mario Marescalchi aveva creato un spazio che aveva un rapporto privilegiato con il '900 storico prosegue la consigliera la sua galleria era un punto di riferimento per gli appassionati di questa arte, da tempo e a livello nazionale. Bologna è la città di Giorgio Morandi, quella galleria è nata insieme a Morandi, con la sua collaborazione. Lì, in quelle stanze, sono passate diverse opere del grande pittore bolognese, ma anche di suoi contemporanei come De Chirico, Balla, Severini, solo per citarne alcuni». Si capisce, dunque, come la fine di un'esperienza di questo tipo lasci un vuoto enorme nella città che l'ha vista nascere e crescere. Per non parlare del danno che i sigilli alla Galleria Marescalchi fanno agli altri operatori: «Queste brutte vicende spiega ancora Naldi mettono in crisi l'affidabilità di chi lavora nel settore. Degli operatori economici seri». Il suo di settore, quello dell'arte antica, è forse meno minacciato. Perché, spiega, «nell'arte antica la contraffazione è bassissima. Qualsiasi esperto d'arte lo sa. Sa che è difficilissimo, se non addirittura impossibile, riprodurre fedelmente un opera, ad esempio, del '700». Da questo punto di vista, chi acquista un'opera antica è più tutelato. Eppure, il grosso del mercato è proprio per quel '900 che è stato protagonista nella Galleria Marescalchi. «Le opere di quel periodo costano tantissimo, ed è in quel settore che, difatti, girano più soldi», conclude la consigliera.
Bologna, Galleria Marescalchi. Le voci correvano. Se ne va un pezzo di storia
La galleria Marescalchi di Bologna è stata chiusa a causa di un'indagine che ha coinvolto il suo titolare, Italo Spagna, che era in difficoltà economiche. La galleria era un punto di riferimento per gli appassionati di arte del '900, in particolare per le opere di Giorgio Morandi, e la sua chiusura è considerata un lutto per la città. La vicenda mette in crisi l'affidabilità degli operatori del settore, in particolare quelli che lavorano con l'arte antica, che è considerata più sicura a causa della bassa quota di contraffazione. La chiusura della galleria ha anche un impatto negativo sull'arte del '900, che è il settore più lucrativo del mercato.
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