Un intreccio che ricorda quello dei rami, con incastonate una serie di pietre in vetro di vari colori. Appare così il cancello di accesso all'Orto monastico, annesso alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, realizzato da Jannis Kounellis, uno dei maggiori artisti a livello mondiale di arte contemporanea. Ad inaugurare l'opera, dal suggestivo titolo «Sipario», sono stati ieri mattina, oltre all'artista, il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, il sindaco Walter Veltroni, il cardinale Giovarmi Battista Re, l'abate della Basilica, don Simone, e il direttore dei Musei Vaticani, Francesco Buranelli, alla presenza di numerosi ospiti, tra i quali il senatore a vita Giulio Andreotti. L'opera è stata commissionata all'artista, greco di nascita ma ormai cittadino italiano, da Giulio Sacchetti e sua moglie Giovanna, esponenti di spicco dell'Associazione Amici di Santa Croce in Gerusalemme. Il cancello-sipario, è stato spiegato durante l'incontro nel corso del quale ci si è soffermati a lungo sul significato dello stesso, «apre la visione di un orto-giardino dell'Eden i cui fratti sono annunciati dalle forme e dai colori del vetro, resi veri dalla luce». E rende soprattutto visibile dall'esterno l'Orto monastico benedettino, ospitato dentro i resti dell'anfiteatro Castrense che l'imperatore Eliogabalo costruì nel III secolo. «È un cancello aperto - ha sottolineato il cardinal Re - che simboleggia più comunicazione tra i padri benedettini e la città». Numerosi gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni. Rutelli ha sottolineato l'importanza di «aver inserito qui l'opera di uno dei massimi artisti contemporanei» grazie alla «lungimiranza di un mecenatismo moderno». «È giusto che si sommino cose belle in un luogo incantato che ci ricorda quanto bisogna essere orgogliosi di essere italiani», ha sostenuto Veltroni.