Al convegno sulla Biennale lo sfogo del direttore Secondo giorno della «Nave pirata» a Venezia Dopo i politici è stata la volta di artisti e intellettuali europei Sconti a Croff non ne fa: «In quattro anni di Biennale non ho mai saputo quanti soldi avessi a disposizione per fare la Mostra». L'attacco è frontale: «Fuori dall'ufficialità Croff io l'avrò visto tre, quattro volte l'anno. Mi irrita sentire che è mancata l'interdisciplinarietà: noi direttori ci parlavamo, anche se il presidente non lo auspicava E' mancata la volontà politica. Manca da quando è andato via Baratta». E tarda mattinata nella sala della Scuola San Giovanni Evangelista a Venezia dove la Regione ha ormeggiato la sua «nave pirata», la due giorni di studio per immaginare la Biennale che verrà, e Marco Müller, direttore uscente della Mostra del Cinema (con una riconferma in tasca caldeggiata dal ministro Rutelli) si toglie qualche sassolino dalle scarpe sui suoi quattro anni alla guida del festival veneziano: «Nel mio contratto c'era scritto «direttore del settore cinema», ma nei cataloghi se voi guardate c'è sempre stato scritto "direttore della Mostra", io il direttore del Cinema non l'ho mai potuto fare». E senza questa «patente» di grandi «attività permanenti» nemmeno l'ombra: «Ci ho provato ad avere rapporti con l'università, ma niente. Ho provato ad avere rapporti col Triveneto, ho fatto quanto era nelle mie possibilità, ma niente», limitazioni di potere che sono la causa di quasi tutti gli scontri con Croff, di un rapporto difficile che ha sfiorato la crisi più volte in quattro anni, ma che ora che Croff è in partenza (e non ha più nessun potere) si trasforma in recriminazione: «Avevo già lavorato per la Biennale ha spiegato Müller all'epoca di presidenti come Portoghesi o Ripa di Meana. Allora i direttori di settore avevano un budget di cui erano responsabili, sapevano che non dovevano sforarlo, ma erano consapevoli dei propri mezzi. A noi questo non è stato dato». E ora l'aggravante di una situazione di stallo: «Sono direttore uscente, ho le mani legate. Come ogni anno in questo periodo registi importanti vengono a propormi i loro film, vengono a dirmi che sono disposti a dire di no a Cannes per essere al Lido, ma io non posso dire loro proprio niente». Perché se è vero che Müller ha la riconferma in tasca, è anche vero che la sua nuova nomina rischia di slittare a gennaio, con la Mostra pronta al debutto per fine agosto. Ma la discussione di ieri una tavola rotonda allargatissima ha portato in dote alla Biennale (e forse a Baratta) una quota di suggestioni e proposte, oltre a una serie di critiche: una «casa» della Biennale all'Arsenale (Angela Vettese), una Biennale «in un esteso territorio» guardando con interesse a Marghera per Flavio Albanese (direttore di Domus), una Biennale che ritrovi nella vitalità dei padiglioni trasformati durante l'anno in studi per artisti «residenti» per Jochen Sandig estroso direttore di un nuovo centro culturale a Berlino, una Biennale che superi le divisioni tra settori, come già fanno le nuove generazioni che fanno spettacolo (come suggerito da Gianfranco Capitta). Le fila da tirare sono sempre le stesse: tutti vogliono una Biennale più viva, ma ai più non sfugge tuttora il fascino della fondazione veneziana, vecchia signora che ha passato i cento anni, ma siede tuttora su un «discreto tesoro», come, parafrasando la Nell Kimball di Memorie di una maitresse americana, ha notato Rinio Bruttomesso.
Biennale. Müller attacca Croff: Lasciato senza poteri
Il direttore uscente della Mostra del Cinema, Marco Müller, ha espresso le sue critiche sulla Biennale di Venezia. Müller ha affermato che non ha mai saputo quanti soldi avesse a disposizione per fare la Mostra e che il presidente della Biennale non auspicava l'interdisciplinarietà. Ha anche affermato che manca la volontà politica per la Biennale. Müller ha anche parlato della sua esperienza come direttore del Cinema, affermando che non ha mai potuto fare il suo lavoro a pieno titolo a causa delle limitazioni di potere. Ha anche parlato della sua riconferma come direttore uscente, che è stata proposta dal ministro Rutelli, ma che potrebbe essere slittata a gennaio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo