Nei sotterranei riaperti la tomba di Cosimo e 40 arredi liturgici Domani e domenica ingresso libero per conoscere il nuovo museo mediceo -------------------------------------------------------------------------------- Da vecchio magazzino in disuso, a museo del "Tesoro di San Lorenzo". Anni di restauri, di studi e ricerche che hanno portato al recupero di preziosi arredi liturgici sparsi in più sedi, fino al nuovo allestimento di Antonio Fara, che realizza il progetto di Elisabetta Nardocchini, direttrice del museo Horne, e di Ludovica Sebregondi. Il complesso di San Lorenzo recupera un nuovo spazio monumentale dallalto valore simbolico. Perché si tratta di un luogo della memoria, una delle prime parti edificate da Brunelleschi: un enorme pilastro portante allincrocio del transetto, al cui interno nel 1467 fu inumato Cosimo il Vecchio e su cui sorge la Sagrestia Vecchia. Una sorta di archetipo del complesso delle tombe medicee, a cui poi si sarebbe aggiunta la Sagrestia Nuova di Michelangelo, aperto al pubblico e inserito nel percorso di visita della basilica. Da domani, scendendo dal cortile nei sotterranei, i visitatori non solo potranno visitare la tomba di Cosimo e quello che resta della tomba di Donatello (solo una lapide alla memoria, poiché i resti furono dispersi con i lavori di restauro del 1738) ma anche la nuova sala del tesoro con oltre 40 arredi liturgici e reliquiari dal XIV al XIX secolo. Un patrimonio di opere darte provenienti in parte dalla Cappella reale di Palazzo Pitti oltre che dagli armadi del complesso laurenziano, oggetti di culto restaurati con la direzione della soprintendenza di Matilde Simari e di Clarice Innocenti dellOpificio delle pietre dure, che ora risplendono doro, argento e intarsi di brillanti, smeraldi e altre pietre preziose protetti nelle nuove vetrine. Si tratta di pissidi, reliquari in argento sbalzato, un grande sarcofago in lamina dargento che copre la cassa in legno di Cosimo II, un Cristo in argento fuso e dorato del 1440 opera di Michelozzo, un reliquario con San Francesco di Paola in oro e ghiera di brillanti appartenente a Cosimo III su disegno di Foggini, un grande ostensorio tempestato di pietre preziose del 1765 e ancora croci da processione e arredi sacri, calici, candelabri, fermagli da piviale realizzati dai migliori artisti granducali. Un vero tesoro che racconta la storia del culto della basilica, allestito grazie allimpegno dellOpera laurenziana che ha stanziato circa 350 mila euro, con il contributo di 150 mila dellEnte Cassa di Risparmio di Firenze, voluto dai parroci Angiolo Livi e Fabrizio Porcinai, sostenitori del progetto di recupero. Un nuovo museo per i 330 mila visitatori annuali della basilica e per i fiorentini: domani e domenica ingresso libero al complesso per tutti. Aperto dal lunedì al sabato (10-17), biglietto 2,50 (3,50 da gennaio), con ingresso gratuito per residenti a Firenze e provincia. Catalogo Mandragora (30 euro).