Un ponte verso il design Ultimi lavori in vista dellinaugurazione del 6 dicembre col Presidente Napolitano, il 7 lapertura al pubblico In legno di bambù e cristallo è lungo 14 metri Collega il piano nobile con lo spazio espositivo -------------------------------------------------------------------------------- Uno scenografico ponte realizzato in legno di bambù del Giappone e cristallo, lungo 14 metri e pesante 5 tonnellate, scavalca da ieri notte lo scalone dellatrio della Triennale, conducendo direttamente al nuovo Museo del Design. A lavori quasi ultimati, è iniziato il conto alla rovescia per lapertura dello spazio di 1900 metri quadrati progettato dallarchitetto Michele De Lucchi: linaugurazione (a inviti) è il 6 dicembre alle 16.30, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, seguita da quella per il pubblico (ore 19, sempre a inviti). Il giorno successivo, il Design Museum Triennale (si chiamerà così, e a segnalarlo cè anche il logo firmato da Pierluigi Cerri) sarà finalmente aperto al pubblico. Ed è proprio la passerella, che i visitatori dovranno percorrere partendo dal piano nobile del palazzo, lelemento più caratteristico della ristrutturazione iniziata circa un anno fa. Il ponte, largo 160 centimetri e spesso 64 centimetri, è sospeso a 6,50 metri di altezza: è di legno chiaro, ha i parapetti di cristallo e il corrimano in tubolare dacciaio verniciato grigio. Si tratta del terzo intervento di De Lucchi sulledificio progettato negli anni 30 da Giovanni Muzio, dopo il restyling dellatrio e la realizzazione della scala di legno che porta al Fiat Cafè nel giardino. Dal ponte si arriva al Museo, diretto da Silvana Annichiarico, con Andrea Branzi nel ruolo di curatore scientifico. Lo spazio sarà innovativo e «in progress», nellintenzione di puntare non tanto sulla collezione permanente, quanto sul coinvolgimento degli spettatori, con un cambio di allestimento previsto ogni due anni. Ora, chi lo visiterà, si troverà di fronte allexhibition del debutto, ispirata al tema "Cosè il design italiano", curata dal regista inglese Peter Grenaway e dallarchitetto milanese Italo Rota. Si annunciano schermi multipli, immagini in movimento e suoni per creare una carrellata cinematografica di oggetti e simboli che hanno segnato la cultura del nostro paese. Poi, si seguirà un percorso a ferro di cavallo (realizzato nellala curvilinea al primo piano) attraverso le "Ossessioni del design italiano", sviluppate in sette temi: luce del cielo, super comfort, "democrazia dellimpilabilità", teatro animista, i grandi semplici, i grandi borghesi e la sacralità del lusso. Per ogni argomento sono stati realizzati film di altrettanti registi italiani (Antonio Capuano, Pappi Corsicato, Davide Ferrario, Daniele Lucchetti, Mario Martone, Ermanno Olmi e Silvio Soldini), anchessi proiettati su video alternati a oggetti di designer famosi. Le scelte sono ancora top secret, ma si sa che quasi sicuramente sarà esposta la poltrona "Proust" di Alessandro Mendini, oltre a creazioni di Magistretti e Munari. Non mancherà un teatro-agorà di 100 metri quadrati in legno di cedro del Libano con 100 posti per dibattiti e "focus" di approfondimento. Il progetto, nato col contributo di molte istituzioni tra cui il ministero dei Beni Culturali, Regione, Provincia, Comune, è costato 12 milioni e 710 mila euro. Il Museo sarà aperto da martedì a domenica, dalle 10.30 alle 20.30, ingresso 11 euro compreso il catalogo.
MILANO. Triennale, conto alla rovescia per il nuovo museo
Il Design Museum Triennale, inaugurato il 6 dicembre, è un museo di design che si trova nel palazzo della Triennale a Milano. Il museo è stato realizzato grazie a un progetto che ha coinvolto molte istituzioni e ha costato 12 milioni e 710 mila euro. Il museo è aperto al pubblico il 7 dicembre e sarà aperto da martedì a domenica dalle 10.30 alle 20.30. L'ingresso è di 11 euro compreso il catalogo. Il museo è stato progettato dall'architetto Michele De Lucchi e sarà diretto da Silvana Annichiarico. Il museo sarà innovativo e in progress, con un cambio di allestimento previsto ogni due anni.
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