-------------------------------------------------------------------------------- Il fonte battesimale che pende all'interno del Duomo di Grosseto è fenomeno decennale, ma di cui nessuno si è mai occupato. Mai un controllo di precisione per accertare il rischio reale di caduta, a parte controlli empirici e privi di valore scientifico. Sono in molti, però, a chiedersi qualsi siano le dimensioni effettive del problema. Che non sia mai stato fatto finora un controllo di precisione, è spiegato anche dalla cooperativa Atlante, che nel 2004 si occupò del restauro e ora è stata chiamata in causa in una nota della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto (nota a firma della Soprintendente Lucia Fornari Scianchi e del funzionario responsabile, Laura Martini). La lettera della Soprintendenza era in risposta alla denuncia sollevata dal pittore grossetano Rodolfo Nofri, che alle autorità competenti denunciava la forte inclinazione del fonte. «Il problema - rispondeva a Nofri la Soprintendenza - è noto a questo ufficio. Abbiamo però verificato con la ditta di restauro cooperativa Atlante che "non pare esservi pericolo di caduta", e pertanto, al momento, dovremo accontentarci del recupero della luminosità del fonte, dopo la pulitura dei marmi dallo sporco e dal fumo delle candele». Ma è proprio su quel "non pare" che adesso in molti vogliono vederci chiaro, per capire a che punto sia, realmente, lo stato di pendenza del fonte battesimale. Sono mai stati fatti esami precisi, o ve ne sono alcuni in vista? Proprio con la cooperativa Atlante, che secondo la nota della Soprintedenza avrebbe verificato non l'inesistenza, ma - molto più labilmente - il fatto che "non pare esservi" pericolo di caduta", abbiamo fatto il punto sullo stato dei lavori. Stefania Caloni, restauratrice che nel 2004 ha lavorato al fonte battesimale per conto della cooperativa Atlante, spiega che la sua ditta non ha mai realmente "verificato insieme alla Soprintendenza lo stato di pendenza e il rischio di caduta", non essendo mai stato quello il suo incarico. «Non siamo mai intervenuti sulla staticità del fonte - spiega Caloni - Noi ci siamo solo occupati del restauro conservativo delle superfici, togliendo il deposito di polvere e di nerofumo e, peraltro, arrivando a scoprire alcune antiche decorazioni colorate. Non siamo mai intervenuti sulla staticità del fonte che pende, a mia memoria. Ovvero almeno da una decina di anni a questa parte, cioè quando abbiamo iniziato a lavorare in maniera continua all'interno del Duomo». L'intervento di restauro della cooperativa Atlante in Duomo è durato, nel 2004, circa un mese e mezzo. «In quel lasso di tempo - prosegue Stefania Caloni - abbiamo appurato che non c'era pericolo di caduta. Ma tutto ciò a occhio, ovvero a una valutazione puramente empirica. Per il resto non spetta sicuramente a noi dire che quel fonte cada o non cada». Il compito - dice - spetterebbe solo a una serie di esami di precisione che dovrebbero essere richiesti dalla Soprintendenza, nel caso in cui ritenga che vi sia necessità. A quel punto dovrebbe mettersi in moto la Diocesi, proprietaria del bene, ma sempre su input della Soprintendenza. E.G.