Sarno. Scandalo Ipersisa: il pubblico ministero Sabrina Serrelli ha chiesto otto rinvii a giudizio. Destinatari delle richieste di rinvio a giudizio, l'ingegnere Antonio Marano, responsabile del settore urbanistico del Comune, il geometra Aniello Robustelli, dipendente part-time dell'ufficio tecnico, il colonnello Giuseppe D'Auria, amministratore unico della Meridiano srl, società titolare dell'Ipersisa, Valeria Mancuso, legale rappresentante della Dama Spa, Gennaro Cascella e Lidia Faiella, soci della Meridiano srl, nonché i tecnici di fiducia della Meridiano srl, il geometra Carmine Adiletta e l'ingegnere Alfonso Annunziata. Stralciata la posizione di Ida Diodati, responsabile comunale dell'ufficio attività produttive. Secondo l'accusa, gli otto indagati, avrebbero a vario titolo e in concorso tra loro (articolo 110 del codice penale), favorito illegittimamente la realizzazione del centro commerciale su un'area trasformata per l'occasione (cambio destinazione d'uso) da industriale a commerciale, senza il parere vincolante del consiglio comunale e in una zona sottoposta al vincolo del Parco fluviale del fiume Sarno. Tra le altre ipotesi di reato contestate dal magistrato inquirente, vi è il falso ideologico in atto pubblico (articolo 479 codice penale), l'abuso d'ufficio (articolo 323 codice penale), l'abuso edilizio, la violazione del regolamento edilizio (legge 38001), la distruzione e deturpamento di bellezze naturali (articolo 734 codice penale). I diretti interessati hanno sempre respinto e continuano a respingere con forza ogni accusa. Secondo il pubblico ministero Serrelli, il permesso a costruire 160706, rilasciato dall'ufficio tecnico del Comune a favore della Meridiano srl, sarebbe stato illegittimo, in quanto si basava su una relazione tecnica redatta dal geometra Aniello Robustelli. Secondo il pm Serrelli, il geometra Robustelli, istigato dall'ingegnere Marano, avrebbe attestato il falso, sostenendo che la zona dove sorge l'Ipersisa non era sottoposta a nessun vincolo paesaggistico e ambientale. La struttura di via Saltimatti fu inaugurata il 14 settembre 2006 alla presenza di politici e noti personaggi dello spettacolo. Il 25 ottobre 2006 fu sequestrata dagli agenti della polizia municipale, diretti dal colonnello Vincenzo Mari. Lo scandalo Ipersisa balzò agli onori della cronaca a seguito di un esposto-denuncia delle società Dialv e Alvi. Una vicenda che è stata al centro di furiose polemiche con ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. L'ipermercato occupa al coperto un'area di 28mila metri quadrati. In totale misura 60mila metri quadrati. La struttura è stata ricavata all'interno di un'ex fabbrica, la Da.Ma. Spa. Secondo l'inchiesta del pm Serrelli, la struttura è abusiva e la superficie di vendita supera i 2500 metri quadrati previsti dalla legge per le medie strutture di vendita. Nel luglio di quest'anno, il consiglio comunale, con i soli voti della maggioranza di centrodestra, ha approvato un regolamento edilizio che consente all'Ipersisa di riaprire e di salvare 50 posti di lavoro. Cinquanta famiglie che da mesi attendono di conoscere il loro destino occupazionale, tra promesse e proclami populisti. Un'altra inchiesta della magistratura, condotta dal sostituto procuratore Elena Guarino e nata da un contro esposto-denuncia del colonnello D'Auria, è tuttora in corso e riguarda altre presunte irregolarità urbanistiche e commerciali legate a supermercati realizzati dal 1997 ad oggi. Un'inchiesta che promette sviluppi interessanti. La Chiesa di Episcopio simbolo della rinascita
CAMPANIA . Supermarket e abusi chiesto il processo
Il pubblico ministero Sabrina Serrelli ha chiesto otto rinvii a giudizio per gli indagati nel caso Ipersisa, un ipermercato realizzato in un'area trasformata per l'occasione da industriale a commerciale senza il parere vincolante del consiglio comunale. Gli indagati sono stati accusati di favorire illegittimamente la realizzazione del centro commerciale, di falso ideologico in atto pubblico, abuso d'ufficio, abuso edilizio, violazione del regolamento edilizio e distruzione e deturpamento di bellezze naturali. I diretti interessati hanno sempre respinto le accuse.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo