Ciampoltrini e Zecchini ripercorrono le tappe del loro lavoro -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le scoperte sugli etruschi ora sono in un libro. Lo hanno scritto gli archeologi Giulio Ciampoltrini, della Soprintendenza fiorentina, e Michelangelo Zecchini, che in questi anni hanno arricchito la storia lucchese di straordinari ritrovamenti. Il volume "Gli etruschi della Piana di Lucca" raccoglie testi e immagini relative a questi ritrovamenti. Dalle prime scoperte del capitolo etrusco, all'inizio poco accettato dall'archeologia ufficiale, fino alla definitiva accettazione di questa componente fondamentale della storia della città. Una vicenda ambientata nella Piana, dove si dividevano e intrecciavano i rami con cui l'Auser-Serchio andava a raggiungere l'Arno e il mare, tra l'VIII e il V secolo avanti Cristo. A narrarla, oltre un secolo di scavi e scoperte. Che gli autori hanno raccolto nel volume - il primo di una collana dedicata all'archeologia di Lucca e della Valle del Serchio chiamata "I segni dell'Auser" - e che viene proposta non solo perché i lettori possano sapere meglio intorno al passato di questo territorio, ma anche per offrire uno strumento indispensabile alla progettazione del parco archeologico.
LUCCA. Le origini etrusche raccolte in un volume
Ciampoltrini e Zecchini ripercorrono le tappe del loro lavoro -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le scoperte sugli etruschi ora sono in un libro. Lo hanno scritto gli archeologi Giulio Ciampoltrini, della Soprintendenza fiorentina, e Michelangelo Zecchini, che in questi anni hanno arricchito la storia lucchese di straordinari ritrovamenti. Il volume "Gli etruschi della Piana di Lucca" raccoglie testi e immagini relative a questi ritrovamenti. Dalle prime scoperte del capitolo etrusco, all'inizio poco accettato dall'archeologia ufficiale, fino alla definitiva accettazione di questa componente fondamentale della storia della città. Una vicenda ambientata nella Piana, dove si dividevano e intrecciavano i rami con cui l'Auser-Serchio andava a raggiungere l'Arno e il mare, tra l'VIII e il V secolo avanti Cristo. A narrarla, oltre un secolo di scavi e scoperte. Che gli autori hanno raccolto nel volume - il primo di una collana dedicata all'archeologia di Lucca e della Valle del Serchio chiamata "I segni dell'Auser" - e che viene proposta non solo perché i lettori possano sapere meglio intorno al passato di questo territorio, ma anche per offrire uno strumento indispensabile alla progettazione del parco archeologico.
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