Braccio di ferro fra proprietà e sovrintendenza: il San Pietro resta chiuso Cantieri bloccati da un contenzioso Bocciata lidea di destinare oltre un piano della struttura a negozi -------------------------------------------------------------------------------- PORTOVENERE - Da venti anni quello che era il più prestigioso albergo di Portovenere, lhotel San Pietro, è chiuso. Le finestre e le porte che si affacciano sullisola della Palmaria sono sbarrate, in qualche caso coperte dal cemento. Ledificio, una struttura di quattro piani che è la parte finale della celebre Palazzata del borgo marinaro, rischia di cadere a pezzi. E il risultato del braccio di ferro tra la proprietà, una società di costruzioni edilizie di Modena, e la Sovrintendenza ai Beni Architettonici di Genova. «Dalla fine del 2005 - dice Matteo Calcagnini, sindaco di Portovenere fino a quando il Comune non è stato commissariato - è tutto predisposto per la riapertura dellalbergo. Il progetto di ristrutturazione presentato dalla proprietà è stato approvato dal consiglio comunale e si pensava che nel giro di qualche mese, finalmente, fosse aperto il cantiere. Invece i lavori non sono mai partiti, perché la proprietà ha inteso proporre alcune variazioni, ad esempio lampliamento degli spazi già previsti ad uso commerciale, che la sovraintendenza genovese non ha accolto». «Sono passati altri tre anni - dice lex sindaco - ma lalbergo è rimasto chiuso». Un vero peccato perché nel centro dellantico borgo, a due passi dalla grotta di Byron che si affaccia sulle Cinque Terre, a cento metri dalla stupenda chiesetta di San Pietro, fa brutta mostra di sé il palazzone di quattro piani che nella seconda metà del Novecento ospitò personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica che lavevano scelto per le loro vacanze. Lincantevole vista del golfo è adesso in parte oscurata da questo edificio, una quarantina di camere che si fregiavano della categoria a quattro stelle, adesso trasformato in un maxi rudere cadente, ospizio di gatti e di ratti, coperto da impalcature fatiscenti. «Poteva essere il biglietto da visita di Portovenere - dice uno dei più conosciuti ristoratori della zona - invece è una bruttura di cui cè solo da vergognarsi. Il simbolo di un degrado ambientale che mette in cattiva luce anche la splendida Palazzata a tinte liguri che costeggia il canale». Lhotel San Pietro è passato attraverso diverse gestioni e proprietà. Per un certo periodo è appartenuto a una famosa società emiliana produttrice di vino su scale industriale, che poi lha ceduto nel bel mezzo delle sue traversie finanziarie. I ricordi di quella stagione doro del grande albergo sono ormai ingialliti dal tempo, perché anche gli ultimi gestori sono deceduti. «E pure - dice larchitetto Franco Martina, dellufficio tecnico comunale - il progetto era stato approvato e prevedeva anche una parte da destinare a un uso commerciale, così come richiesto dalla proprietà». Un intero piano, il primo, poteva essere adibito a negozi che avrebbero riqualificato commercialmente lantico borgo. Ma, a conti fatti, la proprietà ha pensato di chiedere un ulteriore spazio per i negozi, andando in contrasto però con la Sovrintendenza di Genova. Così come erano naufragati i progetti di trasformare il vecchio albergo in tanti mini appartamenti. Evidentemente lhotel, in quanto tale, interessa poco, mentre i grandi volumi per il momento sono soltanto appetiti insoddisfatti.