------------------------------------------------------------------------------- Il verde incolto, gli accessi pedonali e stradali inadeguati, le infrastrutture come panchine o giochi per bambini, rotte o piene di scritte degradate: ecco come si presenta il rettangolo cittadino compreso tra via Fiume e via Amendola. Rispetto infatti al recupero che è stato intrapreso in altre zone di Pescia, questa (sicuramente una delle aree più importanti del tessuto cittadino, comprendendo il complesso scolastico Lorenzini e i giardini pubblici Matteotti e Nerja) continua a mostrare una serie di problematiche rilevanti, a partire da Palazzo Giusti. Diversi erano stati gli interventi annunciati negli ultimi anni. Dal recupero dei due giardini al rifacimento della strada che li divide, fino ad arrivare a una radicale trasformazione urbanistica di piazza Leonardo da Vinci, questi erano stati gli indirizzi più significativi di quello che doveva diventare un piano d'intervento generale. A oggi però gli unici lavori attuati, al di là dei restauri storici realizzati dall'Associazione "Quelli con Pescia nel cuore" (vedi la Cappellina di San Michele), rimangono quelli, tutt'ora in corsa, che coinvolgono il Muro del Conservatorio di Santa Chiara. «Lo stanno rifacendo per fortuna - commentano alcuni ragazzi all'uscita - era qualcosa di antiestetico ed era davvero un pericolo. Speriamo riescano a intervenire anche sui giardini, sarebbe bello vedere una zona verde curata nel cuore della città». I problemi maggiori riguardano però la zona di piazza da Vinci. Non solo questa mostra i disagi di tutti i problemi irrisolti degli ultimi anni (parcheggi selvaggi, viabilità e strutture degradate e insufficienti), ma con il passare degli anni si sono aggravate situazioni ora non più sostenibili. Due le problematiche a questo punto sempre più evidenti. Il repentino declino di Palazzo Giusti, uno degli edifici storici di Pescia, attualmente distaccamento dell'Istituto Lorenzini, e l'abbandono al quale è stato destinato l'ex museo archeologico di Pescia. Su Palazzo Giusti già l'anno scorso erano intervenuti i rappresentanti dell'Istituto Lorenzini: «Per noi è indubbiamente più importante l'interno della scuola, che è in condizioni pessime. Risulta però incredibile pensare che un palazzo così importante venga lasciato in questo stato. La facciata è interamente rovinata. Pezzi di muro staccati, intonaco corroso, un complesso architettonico lasciato totalmente in balia del tempo. Per non parlare della stessa scuola che ci mette del suo. Verde e aiuole intorno non sono curate assolutamente. Né qui né al vicino distaccamento, sembrano edifici abbandonati». A pensarla così anche alcuni genitori: «Non è possibile che una scuola venga tenuta così». Diversa è invece la situazione della piazza e del Museo. Alcuni anni fa infatti l'Amministrazione e "Quelli con Pescia nel cuore", di comune accordo, ne tentarono il recupero. Né la fontana né la piazza però subirono cambiamenti di alcun genere, restando da allora nella medesima situazione.
PESCIA. Degrado in pieno centro. I problemi irrisolti di piazza Da Vinci
Il rettangolo cittadino compreso tra via Fiume e via Amendola presenta problemi di infrastrutture e mancanza di recupero. Palazzo Giusti, un edificio storico, è in condizioni pessime, con la facciata rovinata e l'interno non curato. La scuola Lorenzini è anch'essa in condizioni pessime, con verde e aiuole intorno non curate. La piazza e il Museo archeologico di Pescia, che erano stati oggetto di un recupero negli anni precedenti, sono ancora in situazione di abbandono. I problemi maggiori riguardano la zona di piazza da Vinci, con parcheggi selvaggi, viabilità e strutture degradate.
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