Grande successo di pubblico per la prima iniziativa organizzata dal nuovo consiglio del Club Unesco Leonardo Da Vinci. In una biblioteca Leonardiana gremita, Antonio Paolucci, ex ministro dei beni culturali ed ex sovrintendente al polo museale fiorentino, ora accademico dei Lincei, ha tenuto una conferenza su "Le colline di Leonardo. Un progetto di salvaguardia e valorizzazione". Al centro della relazione di Paolucci il progetto finanziato di recente dalla Regione, volto a formalizzare la candidatura del Montalbano per ottenere il riconoscimento di sito Unesco delle colline del Montalbano. «Le colline del Montalbano - ha esordito Paolucci - hanno tutte le caratteristiche per entrare a far parte della lista dei siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Essenzialmente sono tre i punti di forza sui quali il progetto di gestione dovrà basarsi. Il primo: Leonardo sarà il polo di attrazione che potrà esercitare un forte condizionamento su coloro che saranno chiamati a decidere. Il secondo punto di forza è costituito dalla trama di pievi, castelli, borghi, e dallo straordinario patrimonio artistico disseminato su tutto questo territorio, che potremmo definire anche senza problemi una sub regione della Toscana. In terzo luogo, da evidenziare il valore di questo paesaggio, meraviglioso e senza dubbio meno sciupato dall'uomo rispetto ad altri». Le speranze della conferenza dei sindaci del Montalbano per aspirare al riconoscimento mondiale dunque sembrano fondate. Anche se Paolucci ha insistito molto sulle difficoltà da superare e sull'opera di raccolta di consenso politico internazionale da mettere in atto per ottenere il riconoscimento, considerando le richieste di molti paesi emergenti da soddisfare e considerando soprattutto che l'Unesco opera col "bilancino" in mano. «Ma attenzione - ha ammonito il professore -. Il riconoscimento, posto che arrivi, comporterà anche scelte politicamente difficili per questi territori. I sindaci, nel piano di gestione, dovranno da subito scrivere quali saranno gli strumenti attraverso i quali intendono tutelare questo paesaggio. Ciò significa che dovranno essere specificati i vincoli che potranno garantire la conservazione del territorio. Questo, inevitabilmente, significherà sacrifici in termini di edificabilità e sappiamo bene quanto incassino i comuni dagli oneri di urbanizzazione». Paolucci ha insistito molto poi su quello che ha definito il "cancro edilizio" che ha deturpato gran parte del territorio italiano.