Sulla cassata siciliana è arrivata la ciliegia romana. Buon appetito, signori meridionalisti. Buon appetito soprattutto al presidente della Regione Siciliana, che d'ora in poi si vedrà riconosciuti i galloni da ministro. Mentre nella capitale si discute di rimpasto o rimpastino e a Milano si affiggono manifesti contro «Roma ladrona», a Palermo c'è qualcuno che se la ride. Tra i provvedimenti cosiddetti "secondari" approvati ieri dal consiglio dei ministri, c'è n'è uno che, perlomeno al di là dello Stretto, secondario proprio non è. Un decreto di attuazione dello Statuto speciale della Regione Siciliana, infatti, prevede che d'ora in poi il presidente della Regione partecipi al consiglio dei ministri con facoltà di voto. Il governatore della Regione più meridionale d'Italia verrà dunque considerato a tutti gli effetti un ministro della Repubblica. L'unica condizione è che nell'ordine del giorno della riunione compaiano «provvedimenti di qualsiasi natura che coinvolgano un interesse differenziato, proprio e peculiare della Regione». Così dopo l'inno, il titolo di onorevoli per i consiglieri regionali e gli stipendi equiparati a quelli dei parlamentari, i siciliani portano a casa anche i galloni da ministro per il loro presidente. Raccontano che Totò Cuffaro, il presidente della Sicilia in quota Udc, sia contentissimo. Di più il ministro degli Affari regionali, guarda caso anche lui siciliano, Enrico La Loggia. «Colmiamo ora una lacuna durata cinquant'anni», diceva ieri sera. Il numero dei ministri siciliani nell'esecutivo di Silvio Berlusconi, quello di cui fa parte anche Umberto Bossi, sale dunque a quattro. Oltre a La Loggia e a Cuffaro, sono originali dell'Isola anche Stefania Prestigiacomo e Gianfranco Micciché, La pattuglia dei sotto-segretari è invece costituita da Antonio D'Ali (Interno), Salvatore Cicu (Difesa) e Nicola Bono (Beni Culturali). Certo, alle ultime Politiche la Sicilia ha regalato al centrodestra il cappotto: 61 parlamentari a zero. Ma anche in Lombardia, giusto per fare un esempio, le percentuali erano alte. Come farà il Carroccio a spiegare ai suoi che la Sicilia ha diritto ad un posto da ministro e la Lombardia no? E quanto tempo passerà prima che il governatore di qualche altra Regione (o Provincia) a Statuto speciale chieda lo stesso titolo di Cuffaro? Ma, soprattutto, che succederà quando il presidente della Regione Siciliana sarà l'esponente di un partito dell'opposizione? Per questi ed altri problemi c'è tempo, oggi in Sicilia è il giorno della festa.