Ieri ufficializzata la sede del nuovo aeroporto che dovrà accogliere i voli low cost diretti a Roma La ferrovia, il «trasloco» dei militari e la riduzione dei voli da Ciampino le questioni ancora aperte Anche il Lazio avrà il suo Orio Al Serio, ovvero uno scalo low cost per più di 5milioni di viaggiatori annui. Sarà a Viterbo, là dove oggi si trova l'aeroporto militare. Adare l'annuncio ufficiale, ieri, il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi con il governatore del Lazio Piero Marrazzo. La commissione composta da tecnici del ministero dei trasporti e dell'aeronautica militare, dell'Enac e Enav ha deciso in base a quattro criteri (compatibilità aeroportuale, aerea, economica e territoriale). Viterbo batte Frosinone con 75 punti contro 58. Tradotto significa che né l'orografia, néla presenza di altri aeroporti o l'incrocio con altre rotte intralcerebbero lo sviluppo del nuovo scalo. Bocciate Guidonia e Latina, dove costa molto mandare via i militari, arriva seconda Frosinone, per questioni orografiche e perché le nuove rotte (come per Latina) andrebbero a sovrapporsi a quelle per Fiumicino. Amarezza dalle due province del basso Lazio escluse. Ora la palla è nelle mani del governatore Marrazzo che entro la fine dell'anno convocherà la conferenza dei servizi per decidere costi e tempi dell'operazione. Secondo le previsioni il taglio del nastro dovrebbe avvenire tra 4anni e entro il2020lo scalo dovrebbe ospitare7milioni di viaggiatori annui. Due i vulnus dell'operazione: i lenti collegamenti su ferro traRomae Viterbo e la gestione dell'impianto. Secondo il codice della navigazione, infatti, a ogni nuova concessione dovrebbe corrispondere una gara ma il nuovo scalo sorge come delocalizzazione dei voli da Ciampino. Ci si chiede, dunque, se Adr, già titolare dei servizi a Ciampino, non abbia diritti di priorità. «Un nodo - dice il presidente dell'Enac Vito Riggio - da sciogliere subito anche con una legge, altrimenti l'iter è bloccato». Secondo punto nevralgico quello delle infrastrutture. Impensabile usare la Cassia e ieri anche il sindaco di Roma Walter Veltroni, ha detto che: «Il collegamento su ferro con Roma - è un'esigenza irrinunciabile per garantire che i milioni di passeggeri attesi sullo scalo di Viterbo possano raggiungere la loro meta principale in un tempo contenuto». «Puntiamo tutto sulla cura del ferro», ha detto Marrazzo. Ma tempi e modi del potenziamento della linea Roma-Viterbo sono tutti da decidere. Già stanziati da Cipe e Regione, invece, fondi per il collegamento stradale porto di Civitavecchia-Orte, di cui mancano 40 chilometri. Alla fine accessi al nuovo scalo dovrebbero essere il porto di Civitavecchia e Orte che, già raggiungibile attraverso la ferrovia da Roma e da Viterbo tramite superstrada, diverrebbe scambio intermodale. Soddisfatti il sindaco di Viterbo e il presidente della provincia, che vedono nell'aeroporto un volano per l'economia locale, amareggiati gli esclusi.