La liberazione del centro da bancarelle e camion bar? Molto fumo, poco arrosto. Molti annunci, poca sostanza. Mentre gli abitanti del centro storico già denunciano: «Le grandi manovre della lobby delle bancarelle sono cominciate, temiamo una frenata pericolosa. Quanto avvenuto con lo stop della legge regionale è gravissimo»; Ripartiamo dai vincoli. Era stato detto: mercoledì sarà pronto il provvedimento con i vincoli per le aree di pregio del centro storico, l'assedio di camion bar e bancarelle finirà. Eppure. Eppure il provvedimento probabilmente sarà pronto solo lunedì, non domani. Eppure sarà costellato da una serie di distinguo. Solo per una piccola parte di postazioni, quelle che riguardano le aree maggiormente di pregio, il Campidoglio agirà d'urgenza e, non appena sarà pronto il provvedimento della Sovrintendenza, procederà a un reale spostamento delle bancarelle. Per tutte le altre bancarelle, anche in centro storico, vi saranno delle "gradazioni", con due diversi livelli di tutela. Per molte bancarelle si preannuncia una semplice operazione di maquillage. In altri termini: non se ne andranno. Ma c'è dell'altro. Lo racconta lo stesso direttore regionale ai Beni culturali, Luciano Marchetti: «Certo, il fatto che il criterio dell'equivalenza fissato da una legge regionale non sia stato modificato, rappresenta un problema, perché in pratica quando si sposta una bancarella bisogna trovare un altro posto altrettanto di pregio. Comunque, andremo avanti: una legge nazionale è sovraordinata rispetto a una legge regionale. Ma il rischio di un ricorso davanti al Tribunale amministrativo esiste». E allora ripartiamo dalle preoccupazioni dei romani. «Cosa sta succedendo? Perché non è ancora stata fatta la cosa più semplice, allontanare dalle aree di pregio bancarelle e camion bar? Soprattutto: ci preoccupano le grandi manovre della lobby degli ambulanti, ciò che è avvenuto in Regione con lo stop alla modifica della legge è un segnale gravissimo». Viviana Di Capua è la presidente dell'Associazione abitanti del centro storico. In attesa dei tempi delle l'amministrazione, dei vincoli chiesti dal ministro per il Beni culturali, Francesco Rutelli, i cittadini di Roma premono e chiedono scelte rapide. In un altro rione del centro come Trastevere, ad esempio, Dina Nascetti, è molto preoccupata: le promesse sul decoro non vengono mai mantenute. E nel corso della riunione straordinaria di oggi del consiglio del Primo Municipio quelli del Comitato Vivere Trastevere andranno all'attacco: «Abbiamo l'impressione che, al di là delle paróle, non ci sia davvero l'intenzione di liberare gli angoli più belli di Trastevere dalle bancarelle». Ancora, da via Condotti, il presidente dell'Associazione, Gianni Battistoni: «Altro che cambiamento, quello che vediamo è altro. Assistiamo a trasformazione di banchetti di fiori in megabazar». Ecco, la pressione che parte da cittadini e commercianti del centro storico. E all'assessorato al Commercio cosa fanno? Per ora è stata convocata una conferenza di servizi per lunedì prossimo, per decidere insieme agli operatori lo spostamento di quattro (4) postazioni che non hanno mai avuto il parere favorevole della Sovrintendenza. Ma prima dell'inchiesta del Messaggero, sia detto fra parentesi, quelle postazioni erano sempre stati intoccabili. Si tratta di camion bar in via Alessandrina, piazza San Marco, via della Conciliazione, Colonna Traiana. Quattro postazioni, una goccia nel mare. Intanto, ieri ci sono stati contatti informali fra l'assessore al Commercio, Gaetano Rizzo, e il direttore regionale per i Beni culturali, Luciano Marchetti. L'attenzione di tutti, ovviamente, è sul provvedimento richiesto con forza anche dal vicepremier Rutelli. Ieri mattina, infine, Rizzo ha incontrato tutte le associazioni degli ambulanti per opporsi a quanto il Campidoglio aveva annunciato con una memoria di giunta. Grandi manovre, l'assedio del centro storico per ora è ancora lì.