Le sue finestre si affacceranno sul tempio di Ercole, lontano solo centro metri, poco più in là c'è quello di Giunone e della Concordia, dai piani più alti sarà possibile ammirare Castore e Polluce. L'albergo, insomma, godrà di un panorama unico in Europa: sorgerà, infatti, all'interno della zona A della valle dei Templi di Agrigento dove il vincolo di inedificabilità, introdotto dalla legge Gui-Mancini dopo la frana del '66, è assoluto. Ma il «centro di accoglienza per turisti» progettato e messo in cantiere dalla famiglia proprietaria di un rudere a tre piani è assolutamente legale. Un cartello appeso fuori del cantiere informa che è stata autorizzata la «ristrutturazione di tre corpi di fabbrica», con tanto di regolare concessione edilizia rilasciata dal comune nel 2006. Così, mentre centinaia di altre costruzioni che sorgono nella stessa area, anche a distanza di chilometri dai templi, attendono di essere demolite, e mai potranno essere ristrutturate, quel rudere sta per essere trasformato in un accogliente albergo dalla magnifica vista sui gioielli greci di Agrigento. La soluzione del mistero pirandelliano sta in una data, quella della realizzazione del rudere, che i proprietari fanno risalire a prima del 1966, anno in cui entrò, appunto, in vigore la legge. Che, per questa ragione, non riesce ad essere applicata. Dopo quell'anno in realtà la regione tentò di espropriare quello scheletro di cemento e mattoni a due passi dai templi millenari ma il contenzioso, durato oltre vent'anni, si è concluso nel 2005 con la vittoria dei proprietari. Che hanno resistito in ogni grado del giudizio, vincendo la battaglia legale e rappropriandosi del terreno con annessa costruzione una volta abusiva. Ora sono partite le ruspe della ditta Alma di Porto Empedocle che sta eseguendo i lavori la zona è stata recintata e, presumibilmente nel 2008, l'albergo sarà completato, per la gioia degli ospiti che godranno di una vista unica al mondo. E forse anche degli ambientalisti, visto che il dirigente di Legambiente, Peppe Arnone, non e' per nulla contrario all'iniziativa: «Ben vengano gli alberghi nel parco archeologico della Valle dei Templi - ha detto Arnone della direzione nazionale Legambiente e consigliere comunale di Agrigento -vogliamo il parco ampio, i 1200 ettari attuali, ed è ovvio che all'interno vi devono essere le attività economiche funzionali all'economia sostenibile di Agrigento e dei suoi monumenti». «Purché ovviamente si rispettino i valori architettonici e i volumi - ha aggiunto - il nuovo albergo che si sta ristrutturando tra l'altro è il quinto o il sesto che si viene a realizzare, per cui non comprendo chi fa inutile scandalismo contro la mia città. Quest'ultimo albergo si trova tra l'altro a 100 metri da una nota grande clinica privata». Nell'area del Parco sono circa 700 secondo gli ambientalisti, le costruzioni abusive successive al '66, per le quali sarebbe prevista la demolizione. Proprio nei giorni scorsi ad Agrigento sono stati festeggiati i 10 anni dall'inclusione della Valle dei Templi nella Heritage List dell'Unesco.
E nella Valle dei Templi va in scena l'albergo a 5 stelle. Tutto legale
Un albergo sta per essere costruito all'interno della zona A della valle dei Templi di Agrigento, in una zona dove il vincolo di inedificabilità è assoluto. Il centro di accoglienza per turisti è stato autorizzato dalla legge Gui-Mancini dopo la frana del '66, ma il proprietario sostiene che la costruzione risale a prima di quel anno. La zona è stata recintata e i lavori sono in corso. Il dirigente di Legambiente, Peppe Arnone, non è contrario all'iniziativa, affermando che il parco deve avere attività economiche funzionali all'economia sostenibile.
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