Alberghi e centri commerciali nelle zone pedicollinari di Firenze? Il coordinamento dei comitati dei cittadini parla di «pasticcio» e punta il dito contro il Piano Strutturale perché farebbe di questa striscia «una sorta di bacino di riserva per permettere l'aggressione della città alla collina», scrivono nelle osservazioni che hanno portato ieri mattina a Palazzo Vecchio. «Notiamo delle norme generiche» denucia il docente di Architettura Giorgio Pizziolo. «Si tratta di accuse gratuite e senza senso. Non è assolutamente vero» replica l'assessore all'Urbanistica, Gianni Biagi. «Nel Piano il limite delle colline è stato abbassato rispetto a quello precedente» spiega poi Biagi «noi non abbiamo mai detto che lì si possa costruire» precisa l'assessore. MA I COMITATI insistono nel affermare che nel Piano manca «un disegno unitario sulla città, il Piano strutturale diviene così un vuoto contenitore di indirizzi fumosi che lascia spazi amplissimi ai rapporti pubblico-privato, ed esclude ogni reale partecipazione della popolazione nelle scelte». È in queste maglie normative che potrebbero insinuarsi buchi di cemento anche in zone fragili come la parte pedicollinare? L'assessore Biagi lo esclude e garantisce «ci sono alcune zone che stanno a Castello o in altre parti dove già oggi ci sono attrezzature pubbliche, penso al Centro Buddista, ma nessuno pensa di poter costruire nelle zone pedicollinari». «Sono sempre pretestuosamente contrari» tuona Biagi. Ma il coordinamento dei comitati critica anche la scelta del Tubone e chiede che sia completamente ridisegnato il tracciato della circonvallazione a nord. «Ma si rendono conto che fanno passare il Tubone sotto il fiume Mensola, nonostante sia un'area protetta?» si chiede Pizziolo. «Ma quella è un'area protetta di interesse locale - ribatte Biagi -. Poi dove è l'incoerenza? Se passa sotto, passa sotto. In ogni caso abbiamo alleggerito le caratteristiche di invarianza della circonvallazione nord, anche questa è una scelta politica. Vogliamo garantire una migliore funzionalità delle infrastrutture esistenti, o che stiamo realizzando, o vogliamo mantenere questo caos che c'è in città?». La scelta del Comune sul Tubone è di lasciare aperte delle possibilità alle future amministrazioni di approfondire la questione, o di abbandonarla definitivamente «loro hanno bisogno di precostituirsi una condizione per poter esercitare anche su Firenze un'azione di contrasto. Purtroppo, si sbagliano». Intanto proprio ieri pomeriggio il consiglio comunale ha detto di sì agli aumenti degli oneri urbanizzazione. «È un provvedimento di equità» commenta Biagi. «Servono a pagare i maggiori costi della tramvia» polemizza, il forzista Gabriele Toccafondi.