FIRENZE. Elaborare una legge regionale sul consumo del suolo, come quelle già sviluppate a livello statale in Gran Bretagna e Germania, che fissi un limite oltre il quale non si può più costruire. Questa, informa una nota, la proposta di Legambiente toscana alla giunta regionale lanciata in occasione del congresso toscano dell'associazione in cui viene ricandidato il presidente uscente Piero Baronti. «La Toscana - sottolinea Baronti - non è un caso grave per quanto riguarda il consumo di suolo, ma, più che altrove il nostro territorio beneficia della sua bella immagine, che invece spesso è usata dagli speculatori edilizi per far pubblicità alle proprie costruzioni, edificate a danno di questo nostro patrimonio. Esempi - aggiunge - come il villaggio turistico in progetto a Seravalle Pistoiese, o Castelfalfi, sono solo alcuni dei segnali che devono farci riflettere sulla necessità di porre un freno al consumo del suolo». In merito a questa proposta, si legge ancora nella nota, è intervenuto il presidente della Regione Toscana Claudio Martini che ha detto di «apprezzare la sollecitazione che viene dall'associazione, pur ritenendo il livello nazionale quello maggiormente competente per iniziative in tal senso ed il Pit uno strumento regionale già adatto ad un maggior controllo e rigore nel consumo di suolo». Martini ha comunque dato «la disponibilità della Regione a impegnarsi perché la proposta di una nuova legge sull'urbanistica progettata in Parlamento possa arrivare a buon fine. In mancanza di questa, ha concluso, la Regione accetterebbe di predisporre una strumentazione maggiore integrativa del Pit». «La Regione condivide l'esigenza di varare norme più rigorose sul governo del territorio - ha detto in particolare nel suo intervento il presidente Martini - così come hanno fatto il primo ministro inglese, Tony Blair e il cancelliere tedesco Angela Merkel o come si appresta a fare il leader spagnolo Zapatero. E' il momento di sollecitare parlamento e governo italiano a fare altrettanto».