Positivo, positivo, tempestivo e opportuno. Così è stato giudicato il documento del Consiglio regionale che darà mandato al Presidente della Giunta Giancarlo Galan ad aprire la trattativa con lo Stato per negoziare per il Veneto nuove competenze legislative e amministrative e relative risorse, come previsto dall'articolo 116 della Costituzione. Ad esprimere tale giudizio i rappresentanti dei vari settori della società veneta invitati a palazzo Ferro-Fini dal Presidente dell'assemblea legislativa Marino Finozzi alla vigilia del voto in aula su questo documento che elenca i tredici settori sui quali il Veneto rivendica nuove o maggiori competenze: istruzione, sanità, beni culturali, ricerca scientifica e tecnologica, potere estero, giudici di pace, tutela dell'ambiente, ordinamento della comunicazione, previdenza complementare e integrativa, protezione civile, infrastrutture, casse di risparmio e aziende di credito a livello regionale, governo del territorio. Il documento, licenziato dalla commissione Affari Istituzionali presieduta da Remo Sernagiotto la scorsa settimana, fa sintesi della proposta elaborata dalla Giunta e dei disegni di legge del centro sinistra. All'incontro nell'aula di palazzo Ferro-Fini, oltre ai rappresentanti degli enti locali, i soggetti più direttamente interessati alle materie oggetto della iniziativa regionale: dal mondo della scuola a quello della giustizia, dalle forze economiche ed imprenditoriali ai sindacati, dalle cooperative alle banche. Molti, al di là dell'unanime, positiva valutazione della iniziativa, i 'suggerimenti' offerti. Il presidente di Anci Veneto Vanni Mengotto, nell'apprezzare la volontà di richiedere nuove competenze, ha richiamato l'importanza di un successivo passo che dovrà portare - ha detto - alla definizione dei compiti che saranno chiamati a svolgere con il nuovo ordinamento gli enti locali. E per far questo - ha precisato - è necessaria una concertazione permanente tra Regione e autonomie locali che deve essere istituzionalizzata dal nuovo Statuto regionale". L'assessore provinciale bellunese Claudio Costa ha osservato che questa rivendicazione di nuove funzioni regionali potrebbe essere l'occasione per formalizzare anche la richiesta del riconoscimento dell'autonomia della Provincia Belluno all'interno della Regione Veneto. A nome del modo dell'amministrazione giudiziaria i procuratori della Repubblica di Venezia Vittorio Boraccetti e di Treviso Antonio Fojadelli, nel ritenere positiva ogni iniziativa che porti alla diffusione dei "giudici di pace", hanno auspicato che la Regione possa esercitare anche un'importante "ingerenza positiva" per favorire il miglioramento della amministrazione giudiziaria nel Veneto in termini di edilizia, mezzi e personale. A questo proposito Fojadelli ha ravvisato la stessa possibilità di una selezione su base regionale e non più statale del personale amministrativo. "Ciò - ha spiegato- comporterebbe anzitutto una limitazione dei trasferimenti che attualmente sono numerosi e provocano nella macchina della giustizia "vuoti"che ne determinano instabilità e minore efficienza. Unanime anche il fronte sindacale nel giudicare positivamente l'approccio concertativo voluto dal Consiglio regionale. Per i sindacati il terreno sui cui la rinnovata autonomia del Veneto dovrà intervenire, supportata da adeguate risorse, è quello della gestione del mercato del lavoro a partire da formazione e nuova organizzazione dell'apprendistato. Il presidente di Confartigianato Vendemmiano Sartor ha giudicato positivamente la decisione della Regione Veneto di imboccare la strada dell'autonomia differenziata. "E una scelta - ha detto - che prende atto realisticamente che nel nostro paese esistono realtà diverse". Per Sartor la richiesta di nuove funzioni sulla base dell'art.116 della Costituzione deve essere il primo passo verso il federalismo fiscale. "In un secondo momento - ha concluso - sarà lo Statuto a chiarire rapporti e funzioni che la regione dovrà attribuire agli Enti locali". A nome di Confindustria Veneto Nicola De Gasperi ha giudicato "molto opportuno" il documento che autorizza il Presidente Galan a trattare. "Importante - ha sottolineato - che dietro questo mandato che il Consiglio formalizzerà ci sia, tutta intera, una regione coesa in tutte le sue componenti convinta che il vero obiettivo finale sia il federalismo fiscale". Anche il mondo agricolo ha espresso un giudizio positivo: "Una regione più forte - è stato detto -potrà meglio assisterci nel rapporto con il centro delle decisioni agricole che è Bruxelles". Grande soddisfazione per il giudizio positivo manifestato dalle categorie economiche, dagli enti locali e dalle altre espressioni della società veneta è stata espressa dal presidente del Consiglio Marino Finozzi e da diversi consiglieri. "Mi auguro che l'ampia condivisione del progetto - ha detto Finozzi - favorisca il cammino e la conclusione della nostra iniziativa. Quanto alla richiesta degli enti locali di poter a loro volta "concordare" con la Regione il livello della propria autonomia amministrativa, Finozzi si è detto completamente d'accordo. "Credo sia legittima - ha commentato - la loro preoccupazione di evitare un neo centralismo regionale, un nuovo centro di potere oligarchico. Occorre dare loro la possibilità avere competenze e ruoli precisi, per evitare ulteriore confusione". Achille Variati, capogruppo del Partito Democratico, ha rilevato che il voto che esprimerà prossimamente il Consiglio "é l'occasione di fare giungere a Roma una voce forte e univoca di sistema che non può andare assolutamente sprecata". Convinto della necessità di "fare sistema" anche Carlo Alberto Tesserin (Fi), vicepresidente del Consiglio, il quale ha invitato a non dimenticare che il Veneto continua ad essere penalizzato rispetto alle altre regioni. "Un esempio per tutti - ha affermato - sono i drastici tagli finanziari alle legge speciale per Venezia previsti dalla Finanziaria 2008 attualmente all'esame del Parlamento". "Il grande consenso espresso oggi da parte delle categorie economiche e sociali venete - commenta in una nota il capogruppo di Forza Italia Remo Sernagiotto - mi riempie di soddisfazione e dà ragione degli sforzi compiuti dal sottoscritto come presidente della Prima commissione per accelerare la approvazione del provvedimento, tra critiche e accuse, anche personali, rivoltemi da più parti. Grazie anche a questo impegno - aggiunge Sernagiotto - il presidente Galan potrà ora aprire una formale trattativa con lo Stato per negoziare nuove competenze legislative e amministrative per la Regione, rispondendo così alle richieste dei cittadini del Veneto". Sernagiotto sottolinea in particolare il giudizio positivo espresso dai procuratori della Repubblica di Venezia Vittorio Boraccetti e di Treviso Antonio Fojadelli in merito all'assunzione diretta da parte della Regione delle competenze relative ai giudici di pace e al fatto che si siano detti favorevoli anche ad una futura "ingerenza positiva" della Regione rispetto al settore amministrativo (edilizia, personale) della giustizia.