Altro che età di decadenza. Tra la fine del mondo classico e il medioevo nascono molti di quegli elementi che nei secoli a venire avrebbero costituito lo Stato moderno. È il periodo storico conosciuto come tardoantico e di cui si è discusso a Napoli in un convegno internazionale organizzato dall'Associazione di studi tardoantichi. Da mercoledì a venerdì scorso, tra Palazzo Serra di Cassano, sede dell'Istituto italiano per gli studi filosofici, e le aule delle università Federico II e Orientale, si sono riuniti docenti, studiosi e archeologi che hanno fatto il punto sui "Trent'anni di studi sulla tarda antichità" questo il titolo del convegno facendo bilanci e tracciando prospettive. Le conclusioni della tre giorni sono state affidate a Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte costituzionale e uno dei fondatori dell'Associazione di studi tardoantichi. "Fino a trent'anni fa, per vari motivi, questa età di cerniera tra il mondo cosiddetto classico e il medioevo era stata sempre trascurata dalla storiografia spiega il presidente dell'Associazione Lucio De Giovanni ma a partire dagli anni Settanta ha visto un'inversione di tendenza con l'avvio di tutta una serie di studi, tanto che qualche storico dice addirittura che la ricerca sul tardoantico rappresenta il fenomeno storiografico più rilevante degli ultimi tempi". "L'età tardoantica continua De Giovanni - era vista come un periodo di decadenza che aveva poco da offrire se non la caduta dell'Impero romano e quindi la crisi di questo grande apparato amministrativo. Invece in questi studi più recenti si è messo l'accento sul concetto di trasformazione, perché più che di decadenza si dovrebbe parlare di una lenta trasformazione che ha portato dal vecchio al nuovo mondo". Come racconta ancora il presidente dell'Associazione che ha organizzato il convegno, alcuni studiosi, soprattutto nella storiografia anglosassone, si sono spinti probabilmente un po' troppo in questa prospettiva e hanno trovato nel tardoantico le caratteristiche di modernità che avvicinano quel periodo storico alla trasformazione che staremmo vivendo nel presente. Come storico del diritto, De Giovanni afferma che nell'età tardoantica nasce il codice, il rapporto Stato-Chiesa e "soprattutto sottolinea il professore - un'organizzazione burocratica come mai prima si era conosciuta nel mondo romano, e quindi un embrione di quello che nelle epoche successive si chiamerà Stato". Grazie all'interesse crescente nei confronti di quel periodo storico l'Associazione di studi tardoantichi, nata nel 1975 dalla volontà di un gruppo di accademici napoletani, si è aperta negli anni al mondo non strettamente universitario. Oggi ne fanno parte anche professori di liceo, studenti e semplici appassionati che, sull'esempio di Napoli, hanno aperto sezioni locali dell'Associazione in altre città come Milano, Genova, Lecce e Messina.