A determinare l'ennesimo stop è la mancanza di finanziamenti destinati alla sovrintendenza archeologica di Napoli. Ad annunciarlo è stato l'assessore comunale ai beni culturali di Acerra, Giovanbattista De Laurentis. I lavori erano partiti subito dopo Pasqua avevano portato alla luce parte della basilica, del foro romano, una porticus, un sacello ed un tratto dell'antica strada lastricata, allargando il perimetro disegnato con gli scavi iniziati nel 1999. Uno stop improvviso per mancanza di fondi che potrebbe mettere in discussione il progetto di costituzione del parco archeologico per il quale sono stati accreditati circa 150 mila euro dal governo. «Il finanziamento arriverà a giorni e servirà per progettare la fruibilità dell'intera area archeologica, anche se andrebbero recuperati i precedenti stanziamenti erroneamente attribuiti a Napoli», spiega l'assessore De Laurentis. Il primo nucleo del parco archeologico dovrebbe essere costituito da un ettaro di superfice che dovrebbe costituire il primo nucleo di un parco archeologico e secondo i programmi doveva essere visitabile già da questo autunno. Ad annunciarlo fu nel marzo scorso la funzionaria della soprintendenza Napoli Daniela Giampaola, responsabile per Acerra e per il centro storico napoletano nel corso di un convegno sui parchi archeologici che si tenne ad Acerra. Attualmente, con i lavori di scavo fermi, tutto è slittato a data da destinarsi. L'intera area dovrebbe essere dotata di parcheggio per le auto, di biglietteria e di un' area di sosta attrezzata per i visitatori. Gli scavi finora hanno portato alla luce parte del foro romano, alcuni edifici pubblici che per il docente universitario Luca Cerchiai «non hanno nulla da invidiare a quelli di Pompei». Sembra invece in dirittura d'arrivo il museo archeologico cittadino. Doveva essere inaugurato tre anni fa, ma poi per una serie di intoppi burocratici e per alcuni lavori ritenuti necessari a garantire la sicurezza della sale espositive non se ne fece nulla. Nei prossimi giorni dovrebbero essere appaltati gli ultimi lavori e poi dovrebbe aprire i battenti. A gestire il museo saranno il Comune e la Sovrintendenza di Napoli a cui stata affidata la direzione scientifica. Nel museo cittadino dovrebbero essere collocati molti dei reperti rinvenuti in più recenti campagne di scavo risalenti al III secolo avanti Cristo.