L'insediamento paleolitico è stato scoperto alla fine dell'estate del 1978 in seguito agli sbancamenti eseguiti per la realizzazione del tracciato stradale Vasto-Napoli. In prossimità di Isernia, in località La Pineta, a ridosso del rilevato ferroviario Isernia-Roma, le ruspe intaccarono i resti di un antichissimo accampamento preistorico. Alcuni reperti, raccolti da un appassionato di cose antiche, Alberto Solinas, furono sottoposti all'attenzione di studiosi dell'Università di Ferrara (Peretto e Sala). Accertata l'importanza della della scoperta, venne immediatamente informato l'allora Soprintendente all'Archeologia e per i Beni ambientali e storici del Molise. Sopralluoghi effettuati nell'inverso del 1978 da parte di Peretto, Sala e Cremaschi consentirono di programmare un primo scavo sistematico allo scopo di rilevare in dettaglio la serie stratigrafica e di accertare l'estensione del giacimento, la frequenza dei reperti litici e faunistici e la presenza di eventuali strutture d'abitato. Iniziarono così nel maggio del 1979 gli scavi, che effettuati prevalentemente durante il periodo estivo, sono tuttora in corso. E potrebbero dare alla luce ritrovamenti ancora più interessanti. Il museo della Pineta a breve dovrebbe aprire battenti. È uno dei cavalli di battaglia del programma del sindaco di Isernia, Gabriele Melogli, che ha ottenuto i fondi per l'ultimazione del sito. Un museo che saprà attrarre visitatori di ogni dove con la capacità di fare sistema.