La società Frigerio di Cornate d'Adda accusa il Comune di non avere fornito la documentazione richiesta Gli esclusi intanto si sono rivolti al Tar MARIANO (rb) E dopo la (quasi) ufficiale rottura con il promotore Mobilia e Dimore, sul palazzo municipale e sulla piazza Granda, si abbatte un'altra tegola: la Frigerio Appalti, l'altro aspirante promotore escluso dalla procedura di project financing, ha presentato ricorso al Tar della Lombardia. Lo conferma l'azienda stessa. Nel ricorso chiede che il comune di Mariano Comense venga obbligato a fornire atti per i quali «seppur non è stato negato né differito l'accesso», non sono stati forniti in copia nonostante siano passati cinque mesi dalla richiesta. Sono stati proprio questi 150 giorni di assoluto silenzio da parte del municipio a far decidere l'amministratore delegato della società di Cornate d'Adda, Alberto Frigerio, di rivolgersi al tribunale amministrativo regionale per la Lombardia. «Mi spiace essere arrivato a questo punto ? dichiara -: non era nelle nostre intenzioni anche perché l'auspicio sarebbe proprio quello di lavorare con il comune per realizzare piazza Granda, ma di fronte a tanta indifferenza, abbiamo ritenuto giusto tutelarci». La frizione è nata nello scorso mese di maggio quando la Frigerio Appalti ha presentato in municipio un'istanza per chiedere l'avvio del procedimento di riesame eo revoca della delibera con la quale era stato individuato nella Mobilia e Dimore il promotore (proprio quello che sta succedendo in questi giorni) «sulla base dell'asserita violazione dei principi di par condicio e trasparenza nella fase di individuazione del promotore essendo stato modificato il quadro economico e progettuale, sia dello studio di prefattibilità, posto a base del procedimento di nomina del promotore, sia della proposta di Mobilia e Dimore ritenuta di pubblico interesse». Alla richiesta, a metà giugno era seguito un incontro in municipio: «In questo contesto ? prosegue Frigerio ? l'amministrazione comunale ha annunciato una valutazione puntuale dei contenuti della diffida e una risposta formale». Ma a oggi nulla è arrivato negli uffici della sede di Cornate d'Adda: «Non capiamo questo silenzio e questa inerzia da parte del comune». In particolare la società aveva richiesto di avere alcuni documenti legati al parere espresso dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e altri riferiti a una nota presentata dalla Mobilia e Dimore dell'ottobre 2006 (quella che esprimeva forti perplessità sul quadro economico e finanziario del piano integrato dell'architetto Castelletti). «Il piano integrato avrebbe dovuto essere redatto e pagato dal promotore ? prosegue Frigerio - e invece il comune ha dato l'incarico a Castelletti». Ma quello che più lo lascia perplesso è che «quel piano recepisce gran parte delle soluzioni progettuali da noi prospettate, ma che, in sede di valutazione e di scelte, non furono premiate dalla commissione giudicatrice. Fummo noi gli esclusi».
MARIANO project financing e ricorsi al TAR
La società Frigerio di Cornate d'Adda accusa il Comune di Mariano Comense di non aver fornito la documentazione richiesta. La Frigerio Appalti, un'altra società che aveva presentato un'istanza per partecipare al progetto, ha presentato un ricorso al Tar della Lombardia. La società richiede che il comune fornisca i documenti richiesti, che non sono stati forniti nonostante siano passati 150 giorni dalla richiesta. L'amministratore delegato della Frigerio, Alberto Frigerio, ha deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo regionale per la Lombardia a causa dell'indifferenza del comune.
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