-------------------------------------------------------------------------------- E' allarme rosso per i monumenti di Orbetello. Sembra proprio il caso di dirlo, visto che dopo il caso della Torre dell'Orologio il cui storico segnatempo aveva perso la lancetta dei minuti (ritrovata fortunatamente qualche giorno dopo) verosimilmente a causa della situazione di incuria in cui si trova da tempo, e del muro della caserma Umberto I che è stata puntellata da tubi Innocenti da un lato ed imbrattato dall'altro, ecco che adesso sale "tragicamente" alla ribalta anche il muro spagnolo davanti alla Porta a Terra della cittadina. Ben 15 metri dell'antica cinta sono stati distrutti per far posto alla cabina a servizio del depuratore di Terrarossa. Proprio così, dietro quelle macerie non c'è l'incuria o l'effetto del tempo ma la volontà ben precisa di sbarazzarsi di un monumento divenuto ingombrante per la realizzazione di un'opera oggi indispensabile. A portare alla ribalta la faccenda è il presidente del movimento politico Alternativa Moderata, Mauro Massucci, che si sente in dovere, in nome della coscienza popolare che rappresenta, «di notare e stigmatizzare il continuo disinteresse che le autorità mostrano nei confronti del patrimonio artistico e storico del nostro paese. Nella storia (della quale i monumenti rappresentano le vestigia) - puntualizza - troviamo le radici culturali di un popolo ed è quindi compito delle istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, tutelare e possibilmente arricchire questo patrimonio». Ed invece, quella che Massucci definisce «l'ultima perla dell'amministrazione» si riscontra nella demolizione di buona parte del muro risalente al 1685 davanti alla Porta a Terra o Buenavidas, dal nome del governatore spagnolo che la fece erigere, «senza che nessuno tra politici deputati alla tutela dei beni culturali o anche semplici cittadini, abbia mosso un dito per evitare questo scempio, magari fornendo una alternativa alla collocazione della costruenda cabina». Massucci non chiede la luna: solo che ad Orbetello si agisca come in ogni altra parte del mondo riguardo la conservazione di tutto ciò che è storico e artistico, «anche perché - osserva - la cultura della Storia rappresenta (come avemmo modo di dire nella nostra campagna elettorale) un fondamentale polo di attrazione di un turismo finalmente qualificato». Riportato il recente «incidente» alla Torre dell'Orologio, il cui iter per il restauro è iniziato nel 1999, come esempio di insensibilità da parte dell'amministrazione, il presidente di Alternativa Moderata specifica che la sua presa di posizione non vuole essere solo una reprimenda a chi governa il Comune, anche perché la considererebbe una fatica sprecata, ma vuole «costituire un momento di riflessione che proponiamo - aggiunge - a tutti quei cittadini che, come noi, hanno a cuore l'immagine di Orbetello non paese di seconde case ma luogo di memoria storica ed artistica assolutamente da salvaguardare». Paola Tana