In un luogo incantevole, a due passi dal Fontanone del Gianicolo, cin cin all'Accademia Americana con il mondo dell'arte, della letteratura, dell'università, delle aziende. L'occasione? Torna a nascere, restaurata con eleganza e sostanza, la biblioteca dell'Academy venuta al mondo, con un solo scaffale, nel 1894 a palazzo Torlonia. E da allora quanta strada! Nella sede del Gianicolo, in via Angelo Masina, sono raccolti più di 135.000 volumi: dalla storia dell'arte all'architettura del Mediterraneo antico, dalla letteratura greca e latina alla topografia antica... Attenzione: ogni giorno più di cinquanta studiosi s'intrattengono per approfondire ricerche nei vari settori. E da oggi, curiosità, la biblioteca cambia nome: Arthur Janet C. Ross Library, In memoria del generoso filantropo e benefattore newyorkese Arthur Ross scomparso il 10 settembre del 2007 a 96 anni. Eccoci immersi in questo luogo sacrale della cultura americana nel cuore della Città Etema. Via via arrivano gli invitati. Vengono ricevuti dalla direttrice Carmela Vircillo Franklin, studiosa di letteratura classica, di origini italiane (calabrese) e insegnante alla Columbia University. Accanto a lei, il marito R. William, direttore delle relazioni esterne dell'Accademia. Ecco gli architetti del restauro della biblioteca: Cinzia Abbate e Carlo Vigevano, che si sono impegnati con il capo progetto Cristina Puglisi. Tra coloro che ammirano i libri antichi appare la presidente dell'Academy Adele Chatfield Taylor con il marito, il famoso commediografo John Guare. Ecco la bibliotecaria di questo luogo magico della sapienza, Christina Huemer. «Nel restauro molto è nuovo e una parte è rimasta simile a com'era», racconta lei. «Al piano terra, Io spazio più importante: qui prevale l'arredo in legno originale. Tutto restaurato: scaffali, tavoli e sedie. E il colore caldo del legno ha sostituito la patina dell'usura: le sfumature originali evidenziano i segni del passato. Molte le scaffalature compatte per creare più spazio per i libri». E ora una chicca. «Il nostro luogo è inserito in una rete di biblioteche a Roma e negli Stati Uniti», spiega la Huemer, «che ci permette di condividere risorse e di coordinare i servizi. E con la ristrutturazione è stato adottato un nuovo software che migliora l'accesso alle banche dati». Tra gli applausi vernissage della mostra fotografica sulla Roma del XIX secolo. Immagini splendide della collezione Bruce Lundberg, illustrata dallo storico dell'architettura John A. Pinto. Non solo, inaugurazione. Ma nel primo pomeriggio a Villa Aurelia, conferenza per celebrare questo evento. Sono intervenuti la bibliotecaria Christina Huemer, Anthony Grafton, professore di storia alla Princeton University, Edward Hirsch, presidente della John Simon Guggenheim Foundation, Stephanie Leone, professoressa di Storia dell'arte al Boston College e il mitico Salvatore Settìs, direttore della Normale di Pisa, un monumento nel mondo della cultura italiana.