Durata triennale per il deposito delle terre e rocce da scavo, cancellazione del meccanismo del silenzio-rifiuto per la Via, esclusione dall'obbligo del Mud per le imprese che producono rifiuti non pericolosi con meno di cinque dipendenti e per quelle che trasportano rifiuti propri non pericolosi, novità per la disciplina dei consorzi di filiera. Il decreto legislativo correttivo del Codice ambientale continua a cambiare. Il provvedimento che ha ottenuto ieri il secondo via libera del Consiglio dei ministri ha subito, infatti, una serie di modifiche volte a recepire le indicazioni parlamentari. Il provvedimento Il maxi-decreto interviene su un'ampia parte del Codice: rivede la disciplina della valutazione di impatto ambientale dei singoli progetti (Via) e di quella dei piani e programmi (Vas), modifica le norme su rifiuti, tutela delle acque, consorzi e bonifiche. Si tratta in molti casi di questioni delicate, la cui definizione è da mesi oggetto di polemiche e scontri. Un cammino che ha portato a forti modifiche, soprattutto in tema di rifiuti e bonifiche, delle norme inizialmente messe a punto dal ministero dell'Ambiente. Non sono mancati i colpi di scena, come la decadenza dello schema di decreto che correggeva le parti terza e quarta del Codice per violazione dei termini di trasmissione al Parlamento. L'intero iter di approvazione è quindi ripartito da zero con la novità di accorpare in un unico decreto sia la revisione della disciplina sui rifiuti sia quella su Via e Vas. Sulla legittimità del provvedimento il Governo ha chiesto anche un parere al Consiglio di Stato, che ha respinto sia l'accusa di eccesso di delega sia quella secondo la quale lo sforamento dei termini di trasmissione al Parlamento non avrebbe comportato solo la decadenza dello schema di decreto oggetto del ritardo ma dell'intera possibilità di modificare il Codice. «Con questo provvedimento - ha commentato il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio (si veda l'intervista) -restituiamo logica e trasparenza alle norme ambientali garantendo il controllo per rafforzare la lotta a illegalità e ecomafìe ma eliminando gli inutili appesanti-menti per le imprese». Cauto il giudizio delle imprese: «Non conosciamo ancora il testo», dice il vicepresidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Una cosa, però, è certa: in questi mesi sia il Governo che il Parlamento hanno riconosciuto la correttezza delle nostre osservazioni. Questo percorso deve avere ulteriori miglioramenti soprattutto in tema di semplificazioni a favore delle piccole imprese, su Mud e registri rifiuti». Quella di ieri non costituisce infatti l'ultima approvazione: al sì definitivo manca un altro vaglio parlamentare e l'ultima approvazione di Palazzo Chigi. Le novità Per quanto riguarda la dichiarazione ambientale, il nuovo testo del decreto esclude dall'obbligo di presentazione le imprese che producono rifiuti non pericolosi e non hanno più di cinque dipendenti. Questo limite potrebbe, però, essere modificato. Il ministero dell'Ambiente esclude la possibilità di portarlo a 2O poiché cancellerebbe la rilevazione del 72 della produzione di rifiuti speciali ma si potrebbe arrivare a dieci dipendenti. Per il futuro, viene inoltre prevista la scomparsa del Mud e la sua sostituzione con sistemi informatici di rilevazione dati. In tema di Via, invece, viene cancellato il meccanismo del silenzio-rifiuto attualmente previsto dal Codice sia per la Via che per la Vas. Lo schema di decreto correttivo, portato da Pecoraro Scanio al Consiglio dei ministri prevede infatti che la procedura di Via (che può andare da 150 a un massimo di 330 giorni) si concluda con un provvedimento espresso e motivato. Se i termini decorrono senza un verdetto scattano i poteri sostitutivi del Consiglio dei ministri. È stato, inoltre) introdotto il cosiddetto danno da ritardo che scatta se, a prescindere dalla conclusione del procedimento di Via, il responso sia stato emesso in un tempo eccessivo. Questa disposizione contenuta nel testo proposto da Pecoraro Scanio, potrebbe però saltare in sede di coordinamento del testo perché accusata di essere estranea ai principi della delega.
Riscrittura semplificata al Codice dell'ambiente
Riassunto in massimo 200 parole:
Il decreto legislativo correttivo del Codice ambientale ha ottenuto il secondo via libera del Consiglio dei ministri e subisce modifiche per recepire le indicazioni parlamentari. Il provvedimento interviene su un'ampia parte del Codice, rivedendo la disciplina della valutazione di impatto ambientale dei singoli progetti e dei piani e programmi. Si tratta di questioni delicate, la cui definizione è stata oggetto di polemiche e scontri. Il provvedimento cancella il meccanismo del silenzio-rifiuto per la Via e la Vas, escludendo le imprese che producono rifiuti non pericolosi e non hanno più di cinque dipendenti dall'obbligo di presentazione della dichiarazione ambientale.
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