Roma. Più capacità di controllo senza burocrazia, inserimento dei principi comunitari di prevenzione, precauzione e del "chi inquina paga", tempi certi per la valutazione d'impatto ambientale. Cambia così il Codice dell' Ambiente. Il Consiglio dei Ministri ha approvato infatti, in seconda lettura su proposta del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio lo schema di decreto legislativo correttivo al Codice ambientale (di 1522006). Il decreto correttivo, già approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 13 settembre scorso, aveva ottenuto i pareri positivi delle commissioni parlamentari lo scorso 24 settembre. Ora, entro venti giorni, si attende il nuovo parere delle commissioni parlamentari per consentire il definito varo del provvedimento da parte del Cdm. «Con questo nuovo provvedimento - ha dichiarato Pecoraro Scanio - colmiamo una lacuna, inserendo finalmente nelle normative italiane alcuni punti fermi comunitari, quali i principi di precauzione e prevenzione e chi inquina paga». Il testo, dicono al ministero dell'Ambiente, «è il frutto di un lungo e costruttivo confronto con le regioni, il mondo dell' impresa, il sindacato e le associazioni ambientaliste. Ha accolto numerose condizioni contenute nel parere delle commissioni parlamentari e della Conferenza Unificata e ha recepito alcune indicazioni contenute nel recente parere del Consiglio di Stato». IMPATTO AMBIENTALE - Rispetto alle nonne in vigore, riscrive integralmente le norme in materia e stabilisce tempi certi per la Valutazione di impatto ambientale - che andrà fatta sul progetto definito e non più preliminare - dai 150 giorni ad un massimo di 330 giorni (per le opere più complesse) senza possibilità di prolungamenti indefiniti. È stato inoltre eliminato il silenzio-rigetto, ossia il meccanismo automatico in base al quale in assenza di risposte si considerava rifiutata la richiesta valutazione presentata. Ora si avrà sempre un provvedimento motivato entro i termini stabiliti. In caso di superamento dei termini il provvedimento andrà alla decisione del Consiglio dei Ministri. I cittadini potranno intervenire già all'inizio dell'iter procedimentale. RIFIUTI - Per i rifiuti è stato migliorato il testo già approvato in Cdm a settembre con norme, come chiesto da Camera e Senato, che semplificano la tracciabilità dei rifiuti attraverso un sistema di controllo informatico, consentendo così il superamento dei vecchi sistemi cartacei. Sono state accolte poi le indicazioni di Camera e Senato che precisano la definizione di rifiuto, le norme sulle materie prime e seconde e in tema di deposito temporaneo e terre e rocce da scavo, portando fino a 3 anni la possibilità di deposito per le opere più rilevanti.