Il Ministero per i beni e le attività culturali «indaga» sulla cava di Salissano. Nuovi risvolti su quello che per. i residenti della Delibera e della zona di Salissano è diventato un vero e proprio pericolo per la salute e la loro tranquillità: l'ampliamento della Cava. Questione su cui ora è intervenuta anche la reti di associazioni di Città Sostenibile che ha inviato un esposto alle autorità competenti. Da quando hanno saputo della possibilità che le attività estrattive a Salissano proseguano per decenni, gli abitanti della zona non dormono più sonni tranquilli, assillati dal timore di quello che potrebbe accadere con l'ampliamento del sito. Qualcuno di loro convive, infarti, ormai da 40 anni con la cava. Per cui, contro il progetto di ampliamento, i residenti hanno inviato esposti a tutte le autorità competenti. A fare luce sulla questione potrebbe essere il Ministero dei beni e delle attività culturali, che alcuni giorni fa ha informato gli esponenti che a breve invierà i propri ispettori per i controlli. Il Ministero «indagherà» sulla cava di Salissano, raccogliendo tutte le informazioni possibili. Non mancheranno approfondimenti documentali su eventuali irregolarità a carattere paesaggistico, non dimenticando inoltre 1'importanza storica che riveste la zona di Salissano, evidenziata anche dalla presenza di resti di epoca romana. Informazioni e documentazioni che il Ministero raccoglierà per poi dare seguito a delle indagini sul campo, che qualora dovessero evidenziare pericoli per l'ambiente ed il paesaggio potrebbero portare ad un parere negativo alla realizzazione del progetto di ampliamento del sito. Continua quindi la lotta dei residenti, che va avanti da anni contro la cava di Salissano. Una protesta rinfocolata dai residenti della zona della Delibera alla notizia che la ditta Italcalce, titolare della cava dì calcare attiva a Salissano, ha presentato un progetto di ampliamento che gli permetterà di raddoppiare la superficie da cui viene estratta la calce. Una notizia che ha sollevato le polemiche dei residenti, fino ad ora convinti che, terminati gli scavi previsti dal vecchio progetto, le attività sarebbero state interrotte e, di conseguenza, avrebbero finalmente ritrovato la serenità. Ma a quanto pare si illudevano. Le centinaia di residenti di Sali-sano e della Delibera, molti dei quali hanno investito i risparmi di una vita per mettere su casa in una zona diventata negli anni a vocazione abitativa, sono ormai esausti. II rumore incessante dei lavori, la polvere che invade ogni angolo delle case ed anche dei giardini imbiancando letteralmente le piante, per loro sono diventati un supplizio. Se non bastasse, molti bambini purtroppo soffrono di allergie e sono costretti a restare in casa con le finestre chiuse. Per non parlare del paesaggio deturpato da un'enorme carie nella montagna: un danno ormai irreparabile. Un problema più volte evidenziato oltre che dagli stessi residenti anche da Emilio Selvaggi del Wwf, dall'Archeoclub e dal consigliere comunale Mazzucco.