L'iniziativa mira a trovare per l'ente un nuovo ruolo, all'altezza delle sfide del mondo moderno La nave pirata solca il mare aperto e batte rotte inconsuete, pronta a cambiare direzione all'affacciarsi della preda all'orizzonte. A trasformare in nave pirata il bastimento della Biennale - provvisoriamente privo di un comandante nel pieno delle sue funzioni, viste le vicissitudini di vertice - ci sta provando in questi giorni Franco Miracco, un po' nocchiero e un po' John Silver, affiancato naturalmente da Giancarlo Galan e Massimo Cacciari, ma anche da una ciurma di giovani operatori artistici e culturali di tutto 0 Veneto, addestrati nelle esperienze corsare di Fuoribiennale, Fondamenta Nuove, Teatro Danza, Bassano Opera Festival o Iuav. L'appuntamento, com'è noto, è per martedì e mercoledì prossimi nella Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista a Venezia, dove si svolgerà il seminario, promosso dalla Regione del Veneto in accordo col Comune di Venezia e Confindustna, dal titolo "Una nave pirata per immaginare la Biennale del terzo secolo. 1895-2007". Un incontro che ha l'obiettivo, attraverso un serrato dialogo interdisciplinare, di delineare il futuro della Biennale e le sue nuove funzioni, per cercare di rilanciarne le potenzialità e restituirle il ruolo guida che le appartiene a livello nazionale e internazionale. «Un ruolo - commenta Miracco - che da qualche tempo l'ente non riesce più a svolgere». Il titolo è tratto da una canzone di Francesco De Gregori, il mare aperto in cui la nave-Biennale dovrebbe incrociare nuove rotte è quello del mondo attuale, segnato dall'accelerazione di tutti i processi, dalla frammentazione di tutti i discorsi, dall'accatastarsi caotico e informe di tutti i progetti, che rendono difficile decodificare ogni mappa, ammesso che qualcuno abbia ancora l'ambizione di disegnarne una, e qualcun'altro la pazienza di cercarla. Nel concepire il seminario il consigliere della Fondazione culturale e portavoce di Galan dice di aver avuto presenti le grandi edizioni del passato, «come quella del 1964, che sdoganò in Europa la pop art e la grande cultura americana legata al consumo, oppure la Biennale di Portoghesi, che riuscì a dare un nuovo timbro al modo di intendere l'architettura, registrando l'evoluzione del post-moderno, che poi si diffuse in tutto il pianeta». Ora, non è chiaro se questi nuovi fermenti ci sono in questo momento nel mondo della cultura e dell'arte: «Ma certo se ci sono, con gli strumenti attuali non li intercettiamo di sicuro». Ecco dunque le due giornate di studio, che prenderanno l'avvio alle 1S di martedì con i saluti istituzionali di Galan, Cacciari e del presidente degli industriali Veneti Andrea Riello. Subito dopo toccherà allo storico delle idee Aldo Schiavone, uno dei pochi studiosi che non hanno paura di spingersi fuori dalle rotte consuete della conoscenza e persino dell'etica, per cercare di individuare la direzione delle grandi correnti che stanno trasportando l'uomo verso approdi sconosciuti. Quindi sarà il prorettore dello IUAV Pierluigi Sacco a entrare in tema, con un intervento su. "Il futuro della Biennale e il futuro di Venezia in un'economia e in una società culturalizzata". Poi spazio alle presenze interrnazionali: Vasif Kortun (Biennale di Istanbul), Marketta Sepflala (Frame di Helsinki), Bertram Shultze (Spumerei di Lipsia} e Peter Weibel (Zkm di Karlsruhe). II 28 novembre si entrerà nel vivo della discussione affrontando alcuni dei temi nodali attorno ai quali si sostanzia il senso del seminario stesso: "Contesti, infrastrutture, azioni: l'area vasta di un'istituzione alla ricerca della continua novità" e "Un nuovo approccio metodologico che affronti la complessità del contemporaneo e la contaminazione tra le arti". Qui la lista degli interventi si fa sterminata; per citare solo qualcuno, ci saranno Elavio Albanese, Luca Massimo Barbero, Laura Barbiani, Guido Beltramini, Chiara Bertela, Pino Bisazza, Francesco Borga, Manlio Brasata, Massimiano Bucchi, Pietrangelo Buttafuoco, Gianfranco Capitta, Roberto Casarotto, Aldo Cibic, Lino Dainese, Philippe Daverio, Enzo Di Martino, Adriano Donaggio, Pierluca Donin, Roberto Ellero, Paolo Fabbri, Marino Folin, Francesco Gostoli, Marco Muller, Massimo Ongaro, Pistoletto, Roberto Pugliese, Franco Quadri, Amerigo Restucci, Paolo Ruffini, Philip Rylands, Maurizio Scaparro, Cristiano Seganfreddo, Monique Veaute, Angela Vettese, Giampaolo Vianello. Tante competenze, che potranno comunicare solo in un linguaggio contaminato: l'unico possibile per cercare di raccontare l'attuale complessità, declinando al tempo stesso degli esercizi di futuro.