GRIDO D'ALLARME DALLA CATTEDRALE Per la Soprintendenza «non pare esservi pericolo di caduta» «Ma calcoli accurati non ne sono stati fatti» -------------------------------------------------------------------------------- Non è la torre di Pisa, non è un effetto ottico e pure l'obbiettivo della macchina fotografica era dritto. Il fonte battesimale del Duomo di Grosseto pende, e nemmeno poco, suscitando l'allarme rosso di avventori occasionali e uomini di chiesa. A denunciare lo spostamento dall'asse è stato il pittore grossetano Rodolfo Nofri, che - accortosi di un'inclinazione fin troppo visibile a occhio nudo - ha allertato istituzioni e Soprintendenza con una lettera che non ha ricevuto risposte risolutive. È solo l'ennesimo capitolo di una cattedrale, che costruita su progetto del senese Sozzo di Rustichini dal 1294 al 1302 sul sito di un primitivo edificio del XII secolo, anche recentemente ha acceso il dibattito su una scalinata per disabili. All'interno, sulla sinistra, è il massiccio fonte risalente al 1470 e opera di Antonio Ghini. Sopravvissuto nei secoli e soprattutto ben eretto fino ai giorni nostri - ne è traccia nella vecchia cartolina degli anni '20, pubblicata nel volume "Briciole di storia", editore Innocenti - ora il massiccio elemento liturgico (verosimilmente parecchio pesante) è diventato gobbo. Un architetto contattato dall'artista sostiene che la pendenza superi addirittura i 10 centimetri. Alla segnalazione del cittadino ha fatto seguito una risposta dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto, per la quale «la forte pendenza, dovuta al montaggio non corretto eseguito nel 1868 quando fu spostato nel luogo attuale, è cosa nota». Nel 2005, nel corso del restauro del fonte, fu preso in considerazione il progetto di smontare il tabernacolo superiore, per mettere in piano il fusto dentro la vasca che tra l'altro - ricorda la Soprintendenza - nasconde un'importante iscrizione. «Tuttavia il costo era molto elevato, e non è stato possibile procedere. Abbiamo però verificato con la ditta di restauro Cooperativa Atlante - prosegue la Soprintendenza - che non pare esservi pericolo di caduta, e pertanto dovremo accontentarci del recupero della luminosità del fonte, dopo la pulitura dei marmi dallo sporco e dal fumo delle candele». E attorno a quel "non pare" si giocano i dubbi più assillanti. Secondo monsignor Franco Cencioni, «i controlli visivi e di stabilità fatti fin qui sono empirici. Per verificare l'andamento della pendenza - dice Cencioni - occorre mettere in atto strumenti di precisione, che fin qui non mi risulta che siano stati affrontati con la Soprintendenza». Qualche decennio fa si ricorda il caso di un'acquasantiera non ben ancorata, all'interno della chiesa di Santa Fiora. Un bambino ci si attaccò e l'acquasantiera venne giù. Il bambino perse una gamba.