Esplode la protesta in tutta Italia a dicembre sciopero generale le legge Nel mirino la legge che vieta i contratti integrativi e il blocco delle assunzioni rutelli Il ministro dei Beni Culturali ha convocato i sindacati martedì prossimo -------------------------------------------------------------------------------- Ci sono 38 scioperi già dichiarati a livello nazionale che pendono minacciosi come una spada di Damocle sullincontro con le organizzazione sindacali e con gli enti lirici martedì prossimo a Roma. I Teatri dellOpera sono in subbuglio: se a Genova lo sciopero dello Snater e del Libersind hanno fatto saltare la prima del Cappello di paglia di Firenze dopo che si era salvata per un pelo quella dei Vespri veneziani, a Firenze domani salterà la prima della Forza del destino di Verdi diretta da Zubin Mehta e a Milano è sotto scacco la tradizionale inaugurazione del 7 dicembre. Ma la conflittualità interna agita anche il Massimo di Palermo, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli e altri enti lirici. Ora la minaccia più grande è quella di una giornata di sciopero nazionale per il 2 dicembre, dichiarata dai sindacati di settore di Cgil, Cisl, Uil e dal Fials, sindacato autonomo che raccoglie la stragrande maggioranza degli orchestrali. Le richieste comuni di tutti i dipendenti sono labrogazione della legge 43, nota come "legge Asciutti" e lo sblocco delle assunzioni. A questo si unisce la protesta contro la smobilitazione dei corpi di ballo. In particolare a finire nel mirino è stata la legge firmata dal senatore di Forza Italia Franco Asciutti, che di fatto impedisce di firmare contratti integrativi aziendali finché non sia stato siglato il contratto nazionale. «La mia legge non è tutto il male del mondo - si difende lo stesso Asciutti - Risale a due anni fa e serviva a bloccare le assunzioni nei 14 enti lirici perché spendevano a destra e a manca». Sta di fatto che, in mancanza di un contratto nazionale, ora la legge Asciutti blocca di fatto la normale contrattazione aziendale. Da qui linvito partito dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli a sindacati e sovrintendenti degli enti lirici a incontrarsi la settimana prossima per cominciare a discutere di contratto nazionale. Le prime reazioni sindacali sono improntate alla prudenza ma anche alla disponibilità al dialogo. Alla Scala ieri i sindacati hanno giudicato positivamente la convocazione di Rutelli e la sua disponibilità a discutere, e variare, la legge Asciutti. Ma lagenda indicata da Rutelli - convocazione di un tavolo nazionale, martedì prossimo (27 novembre), verifica delle trattative tra governo, Fondazioni e sindacato il 31 dicembre, avvio delle contrattazioni aziendali a partire dal gennaio 2008, sigla contratto nazionale di settore entro il 31 marzo 2008 - non soddisfa i sindacati. E sembra cozzare ancora contro lurgenza, rivendicata dalle organizzazioni, di poter intervenire sulle contrattazioni integrative. La linea che sarà ribadita nel corso della riunione sindacale nazionale in programma lunedì a Roma sarà questa: che oltre al tavolo nazionale, parallelamente e indipendentemente, si riaprano i tavoli con gli enti lirici per affrontare le diverse questioni. Il fatto è che la situazione è complicata da altre questioni, spesso slegate le une dalle altre e di valenza locale. Ci sono enti lirici (per esempio Napoli e Cagliari) in debito dossigeno finanziario e in profondo deficit. Ce ne sono altri, Genova è uno di questi, il cui bilancio è stato tenuto in pareggio ma a costo di sacrifici pesanti e di una programmazione fatta con il bilancino. Cè poi la Scala, talmente importante da assorbire gran parte del rilievo mediatico suscitato dalla protesta. Una serie di realtà diverse tenute insieme da alcuni fattori comuni, ma nello stesso tempo divise da profonde differenze. Stesse divisioni che agitano le organizzazioni sindacali. Se per esempio a Genova Fials e Cgil hanno assunto nelle ultime vertenze una posizione meno intransigente e lo sciopero è stato dichiarato dagli autonomi dello Snater e del piccolo Libersind, in altri Teatri ndellOpera la protesta è stata guidata proprio dagli orchestrali e da Cgil, Cisl, Uil. Questo significa che anche gli incontri programmati, a partire da quello di martedì prossimo, saranno complicati da una serie di problemi interni. Così accadrà per esempio che martedì allincontro sul contratto nazionale mancherà lo Snater, che non è firmatario del contratto nazionale, ma che in alcuni teatri - specialmente a Genova e Cagliari - è una delle forze sindacali più importanti.