Nuovo sfregio alle Cascine di Tavola, sopralluogo della commissione edilizia Prosegue l'inchiesta sul cantiere: sentiti gli ambientalisti e la Soprintendenza -------------------------------------------------------------------------------- Era la fattoria medicea, anno di costruzione 1477, forse meglio conservata dell'intera Toscana. Era. Perché del grande edificio rurale a forma di quadrilatero oggi restano le strutture, imponenti, bellissime, ma tutto ciò che le ornava e le caratterizzava, fregi, frontoni, targhe, finestre è stato portato via dai vandali. O forse è meglio chiamarli ladri. La villa è stata saccheggiata, nei mesi scorsi, durante quel periodo opaco tra il passaggio di proprietà dalla Agrifina srl, società veneta, alla più strutturata "Fattoria Medicea". La società, una parternship tra la Pirelli Re (Tronchetti Provera, Moratti e altri) e la Re Sole (Franco Miliotti, David Andreini e la società fiduciaria Cordusio, gruppo Unicredito), è nata proprio per trasformare la villa in un resort di lusso. Che da ora in poi avrà meno praticolari pregiati. Perché i ladri non si sono accontentati dell'esterno ma hanno razziato anche all'interno prendendo tutto ciò che era possibile asportare, in alcuni casi anche smurando. Un disastro. Un altro. Perché la Fattoria, messa sotto tutela dalla Soprintendenza nel 1994 e dichiarata "di notevole interesse pubblico" dal ministero dei beni Culturali, subirà prestissimo - e incredibilmente nel silezio totale dei comitati che si scaldano per progetti cestinati o per falsi architettonici - delle trasformazioni radicali: da pacifica struttura di campagna, ben conservata perché utilizzata per attività agricole fino al momento della vendita, a frizzante residence - probabilmente a destinazione turistica, vista la bella posizione - con almeno 42 mini appartamenti simplex o duplex, nuove aperture, la chiusura dei fienili, alcune demolizioni e altre sostituzioni. Ma non è finita qui. Perché le linee generali del progetto che ha ottenuto la concessione edilizia nel 2005, potrebbero subire modifiche ulteriori. La nuova proprietà infatti è intenzionata a chiederà alcune varianti che produranno nuove concessioni edilizie «ma per interventi minimi» garantisce l'assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo. Che due giorni fa assieme alla soprintendente Fiorella Facchinetti e all'intera commissione edilizia, è tornato alle Cascine di Tavola per un sopralluogo. «Abbiamo controllato - spiega Ciuoffo - lo stato di avanzamento dei lavori. E per ciò che abbiamo visto, per il metodo utilizzato, possiamo dirci più tranquilli». La buona notizia riguarda la disponibilità dei proprietari e quindi dell'impresa costruttrice, ad avere un occhio di riguardo sia per il sistema delle acque che via via sta emergendo, sia per le caratteristiche peculiari della sistemazione arborea dell'area. «Quello che avrebbe potuto essere uno dei tanti cantieri per la realizzazione di un progetto esecutivo - conclude l'assessore all'Urbanistica - si sta trasformando in un intervento di recupero». Speriamo bene. Anche perché, se i comitati tacciono, Legambiente e Italia Nostra hanno invece gridato allo scempio. E in modo concreto. Depositando due differenti esposti alla procura della Repubblica, sfociati in un'inchiesta penale (si ipotizza l'aver destinato beni culturali a uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità) già piuttosto avanti. In qualità di testimoni sono stati sentiti, dal sostituto procuratore Laura Canovai, gli ambientalisti e la soprintendenza. E a breve un altro tassello importante potrebbe essere inserito nel puzzle delle indagini.