Via Del Corona. Restano tabù i 120 posti auto pronti dall'estate 2006 -------------------------------------------------------------------------------- LIVORNO. «Il Cisternone non può diventare uno spartitraffico e neppure intendo lasciar sciupare la prospettiva del viale Carducci: quest'accoppiata ci restituisce una bella immagine di quel che è stata la Livorno ottocentesca, non dev'essere compromessa da scelte sbagliate». Dal quartier generale della Soprintendenza che da Pisa sorveglia su i beni culturali e architettonici, il prof. Guglielmo Malchiodi non ci sta a farsi crocifiggere come il colpevole del mancato utilizzo del parcheggio-fantasma di via Del Corona. Come abbiamo denunciato nella nostra edizione di ieri, si tratta di 120 posti auto realizzati dall'impresa Bottoni nel quadro degli obblighi fissati dal Comune nella convenzione che ha avuto il via libera dal consiglio comunale nella primavera di cinque anni fa. Centoventi posti pronti praticamente da un anno e mezzo ma rimasti vuoti e inutilizzabili perché la Soprintendenza ha detto no al progetto del Comune di realizzare la strada d'accesso passando dietro il Cisternone. «E' uno sport consueto, quello di far scagliare i cittadini contro la Soprintendenza perché dice no a questo o quello», ribatte Malchiodi. «Ma non è vero che ci opponiamo a qualunque soluzione, semplicemente - tiene a sottolineare - diciamo no a quelle che riteniamo sbagliate: il Comune non può dire questa è l'unica opportunità possibile, prendere o lasciare. Le alternative ci sono: vanno esplorate. Basta studiare un nuovo progetto, avere la pazienza di mettersi a cercare una soluzione che salvaguardi il viale e il Cisternone». Ma è la Soprintendenza ad avere dato semaforo rosso al progetto della stradina d'accesso e dunque ad avere "congelato" l'apertura del parcheggio. «Aver detto no a quel particolare progetto - ribadisce il soprintendente - non significa affatto che bocceremo ogni e qualsiasi ipotesi. Semmai l'impasse dipende da un aspetto: non si affronta la ricerca delle soluzioni possibili partendo dal fatto che la tutela del Cisternone e del viale non sono né un optional stravagante né un capriccio assurdo della Soprintendenza».