Casavola L'Associazione di Studi Tardoantichi celebra a Napoli un convegno su bilanci e prospettive di trent'anni di storiografia sulla tarda antichità. L'associazione, oggi presieduta da Lucio De Giovanni, fu fondata da un grande maestro quale Antonio Garzya, cui si sono poi aggiunti studiosi non solo antichisti ma anche romanisti napoletani, portata a grande prestigio internazionale per le pubblicazioni, sostenute dalla valentia editoriale di Gianni Macchiavelli, e per i suoi convegni. Quello che si conclude oggi a Palazzo du Mesnil si propone di dare una qualche risposta ad una domanda ambiziosa, su quale significato abbia la tarda antichità per la storia successiva della nostra civiltà, nelle sue due diramazioni, occidentale ed orientale. Dell'antichità classica abbiamo costruito un modello, che indichiamo appunto come classicità, nel pensiero filosofico, politico, giuridico, nell'arte e nelle lettere, in grado di influenzare con operazioni dotte di rinnovazione o di imitazione la nostra modernità. Ma il tardo antico, che cosa è stato rispetto ai secoli che lo hanno preceduto e a quelli che lo hanno seguito? Se è potuto apparire come età di decadenza, perché poi nuovi studi lo scoprono sempre più strutturalmente causante la genesi del medioevo europeo e bizantino? Dunque è piuttosto un'epoca di transizione, ma in continuità o persistenza di valori ed esperienze della classicità o in radicale distacco da loro? Giuliano Crifò ha offerto un quadro del mutamento del diritto come esperienza centrale dei secoli che tra Costantino e Teodosio approdano a Giustiniano. Andrea Giardina ha analizzato processi evolutivi tra localismo e globalismo, che la successiva relazione di Mario Mazza ha riempito di dati economici, demografici, geopolitici, rappresentativi di un mondo in cui i villaggi soverchiano in numero le città e le aziende dei grandi proprietari fondiari sono già una prefigurazione dei castelli feudali, e il patrimonio imperiale, l'amministrazione statale e l'esercito alimentano un mercato che altrimenti sarebbe degradato a scambio di derrate. Eppoi Stato e Chiesa, che Garzya in una suggestiva introduzione ha illuminato con un passaggio dei «Fratelli Karamazov» di Dostoevskij, nelle due forme della teocrazia in Occidente e del cesaropapismo in Oriente. E gli studi siriaci, relatore Riccardo Contini e gli Ebrei in Italia di Lellia Cracco Ruggini, e gli ordinamenti cittadini di Francesco Grelle, e la letteratura cristiana di Claudio Moreschini, e l'esegesi patristica di Manlio Simonetti, e il Tardoantico in Spagna di Antonio Lòpez Eire, e il Libanio di Pierre-Louis Malosse, e «Guerra e Pace» nella legislazione di Giustiniano di Salvatore Puliatti, e la filosofia di Carlos Steel, e la politica antipagana di Giorgio Bonamente, e la città tardoantica nell'archeologia di Gisella Cantino Wataghin, e pagani e cristiani nel IV-VI secolo di Rita Lizzi Testa, e l'impero tardoantico antesignano dello stato sociale di Gabriele Marasco, e finalmente archeologia e storia dell'insediamento tra tardoantico e alto medioevo di Marcello Rotili, sono tutti ambiti di ricerca che fanno emergere il senso di quell'epoca per il tempo che è giunto fino alla nostra coscienza moderna. Una tavola rotonda, dedicata al diritto tardoantico, sarà animata da Mario Amelotti, Franco Amarelli, Mariagrazia Bianchini, Franca De Marini Avonzo, Paolo Garbarino, Dario Mantovani, Aldo Mazzacane, Tullio Spagnuolo Vigorita, Mario Tedeschi. L'importanza di un convegno dedicato ad un trentennio di ricerche e di nuove riflessioni su un'area, quella del Mediterraneo orientale, da cui stanno per uscire le due storie separate dell'Europa romano-barbarica e dell'est slavo-bizantino, nelle quali anche la diffusione del cristianesimo si diversifica, è di tutta evidenza. Specialmente quando la mutazione del diritto romano da diritto di giuristi cittadini a volontà di un monarca legislatore dà un abbrivo evolutivo che toccherà le soglie della nostra contemporaneità. La quale peraltro, se perdesse memoria e consapevolezza della tradizione, rischierebbe di privarsi di identità e di libertà nei diversi processi di globalizzazione che la stanno oggi attraversando.
CAMPANIA - CONVEGNO: Tardo antico un modello per la civiltà
L'Associazione di Studi Tardoantichi celebra a Napoli un convegno su bilanci e prospettive di trent'anni di storiografia sulla tarda antichità. L'associazione, fondata da Antonio Garzya, ha promosso pubblicazioni e convegni internazionali. Il convegno si propone di esplorare il significato della tarda antichità per la storia successiva della civiltà occidentale e orientale. I relatori hanno affrontato argomenti come il diritto, il globalismo, la teocrazia, la letteratura cristiana, l'esegesi patristica, la politica antipagana, l'archeologia e la storia dell'insediamento tra tardoantico e alto medioevo.
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