Coro di proteste e appello al ministro Rutelli contro il trasferimento delle opere della Galleria Corsini a Palazzo Barberini. Giù le mani dalla Galleria Corsini. Quel museo «non si tocca». La prima raccolta d'arte antica acquistata dallo Stato italiano postunitario «deve restare dov'è», cioè nell'avito e splendido palazzo di via della Lungara, che fu residenza di Cristina di Svezia prima e successivamente del celebre casato di papa Clemente XII. Il grido d'allarme arriva da due fronti: il primo è composto da storici dell'arte, professori universitari e (alcuni) membri dell'Accademia dei Lincei (anch'essa con sede nel Palazzo); del secondo fanno invece parte i lavoratori della Galleria, di proprietà dello Stato e dipendente dal ministero dei Beni culturali (Polo museale romano). La loro protesta in questi giorni è stampigliata su un volantino e diffusa ai turisti in visita al museo: «Addio alla Galleria Corsini si legge . Dopo decenni di inarrestabile diminuzione del numero di addetti alla vigilanza, molti musei statali dovranno ridurre l'orario di apertura al pubblico se non chiudere definitivamente, come accadrà dal 1 gennaio 2008 alla Galleria Corsini di Roma, gioiello di arte antica del Polo museale romano, la cui collezione di dipinti e bronzetti finirà per disperdersi, dopo secoli di vita, nella "grandiosa" galleria di Palazzo Barberini». Fantascienza? No. L'idea di trasferire l'antica quadreria Corsini nel rinnovato Palazzo alle Quattro Fontane (finalmente libero dalla coabitazione con il circolo ufficiali delle forze armate) è già in corso di realizzazione. Un'idea di cui parlò il soprintendente del Polo Museale, Claudio Strinati, già nell'autunno del 2006, durante la riapertura di Palazzo Barberini (da lui dipendono entrambi i musei, Barberini e Corsini): «Alcuni traslochi sono già in corso. L'orientamento spiegò il soprintendente è quello di accorpare tutto a Palazzo Barberini. A quel punto la Corsini andrà utilizzata come spazio espositivo o come nuova tipologia di museo. Entrambe le possibilità sono in discussione». Nel frattempo, il fronte della protesta si è organizzato: e se i lavoratori della Corsini si appellano al vicepremier Rutelli («Signor ministro scrivono non le sembra insensato farla scomparire?») la comunità scientifica ha deciso invece, usando i mezzi che le sono propri, di dar voce al fronte del «no» al trasloco organizzando un convegno («Problemi e prospettive dei musei storici romani: il caso della Galleria Corsini) che si terrà mercoledì 28 novembre a partire dalle 9.30 nel Palazzo Massimo alle Tenne. A organizzare la giornata di studio, il Dipartimento di studi storico-artistici dell'università Roma 3. In questo dipartimento insegna anche Enzo Borsellino, autore di una monografia sulla Galleria Corsini e animatore, con il direttore del museo Sivigliano Alloisi, del fronte che si oppone allo smembramento di una collezione storica raccolta di antichità propria del gusto dei collezionisti che la crearono formata già in origine nel palazzo di via della Lungara: «Gli ambienti che ospitano la Galleria si legge nella presentazione del convegno sono ancora quelli originali; originali le decorazioni delle sale, le suppellettili, le sculture, gli arredi». Al convegno che si batterà contro la perdita del legame di questa collezione con il contesto in cui nacque, interverranno, tra gli altri, Andrea Emiliani, Paolo Leon e Fabrizio Lemme, Marisa Dalai Emiliani, Lucio Villari. Invitato anche il ministro Rutelli.
L'arte smembrata: Le opere restino qui- No ai trasferimenti da Palazzo Corsini
Il ministro dei Beni culturali, Rutelli, è stato chiamato a intervento contro il trasferimento delle opere della Galleria Corsini a Palazzo Barberini. La Galleria Corsini, che ospita una collezione di arte antica, è stata oggetto di proteste da parte di storici dell'arte, professori universitari e lavoratori del museo. Il trasferimento è stato proposto dal soprintendente del Polo Museale, Claudio Strinati, che vuole accorpare le collezioni a Palazzo Barberini. La comunità scientifica ha organizzato un convegno per discutere i problemi e le prospettive dei musei storici romani, tra cui il caso della Galleria Corsini.
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