Sì, è vero che, al mattino, gli eredi ambulanti della Roma papalina («urtisti», dal cesto che spingeva la folla) manifestando in Campidoglio, si domandavano «ma che faremo?!». Però già nel pomeriggio, tra i responsabili delle associazioni ambulanti (Anva, Upvad, Apre, ci si chiedeva «ma come faranno?». Inteso: come riuscirà mai il Campidoglio a utilizzare il machete del vincolo della soprintendenza se, proprio da quella, molti ambulanti sono stati autorizzati? «Non posso anticipare conclusioni in merito, ma i nostri legali stanno consultando le carte con le varie posizioni delle bancarelle - dice Mario Luciano, presidente dell'Anva (area Cgil) -. E posso dire che, almeno quaranta delle nostre postazioni nel centro storico, hanno avuto il parere positivo proprio della soprintendenza ai beni culturali. Parlo di documenti firmati e non di chiacchiere...». «In via del Corso le vendite sono tutte autorizzate dalla soprintendenza» dice anche Giordano Tredicine, legale dell'omonima famiglia oltreché componente del direttivo di Forza Italia. Nel giorno in cui l'assessorato al Commercio, censimento alla mano, spiega che un centro migliore è possibile e annuncia (in gran pompa mediatica) la liberazione in progress dal souvenir globale, partendo da Fori e Tridente, a qualcuno torna in mente Giovanbattista Vico: «Avete presente i "corsi e ricorsi storici"? Era l'86 e il ministero dei Beni culturali individuò le zone che dovevano essere precluse alle bancarelle» dice il presidente dell'Anva (zone tra cui via della Conciliazione, San Pietro in Vincoli, piazza della Repubblica, piazza di Spagna, Trinità dei Monti), «in seguito chi di noi fece ricorso vinse» spiega Luciano. Nel '93, comunque, fu il Campidoglio stesso a far piazza pulita delle velleità dei Beni culturali. Con la delibera 60, mai superata e secondo la quale: «in attesa della definitiva regolamentazione della materia» (mai avvenuta ndr), viene confermata «l'inibizione della sosta» solo per «gli operatori che esercitano il commercio in forma itinerante». Sfoltire gli itineranti è il sogno anche dei sindacati di categoria. Ma qui mica si parla di loro. Il Comune non li nomina affatto. Neppure compaiono nel censimento di Risorse per Roma, rivolto a fotografare banchi, camion bar e stagionali. Con i titolari dei quali, appena un mese fa (ventidue mesi dopo averlo annunciato), concordava restyling e nuove tinte («giallo tendente al senape e rosso scuro»). «Ma stiamo scherzando? - dice ora Luciano - qui ci sono protocolli d'intesa, colloqui, trattative. E ora dobbiamo leggere sui giornali queste dichiarazioni?». Il neo- massimalismo capitolino insospettisce molti e incuriosisce alcuni. «L'assessore pensa di combattere contro gli ambulanti prima di reagire all'abusivismo?» chiede Franco Gioacchini, presidente dell' Upvad di Confcommercio. «Parliamone» dicono comunque gli ambulanti a Comune e Regione (ma proprio ieri mattina alla Pisana è saltata anche la riunione della commissione Commercio che avrebbe dovuto mettere mano alla norma sullo spostamento dei banchi ambulanti). «Nel quadro delle esigenze di decoro dei siti archeologici e monumentali, appesantiti dalle numerose postazioni di vendita, la soprintendenza regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio è orientata ad adottare una serie di vincoli e prescrizioni che in un primo momento riguarderanno la zona dei Fori e del Tridente, con una prevedibile abolizione o comunque una significativa riduzione dei posteggi attuali» annunciava al mattino la nota capitolina. «Esigenza di una revisione della distribuzione territoriale dei posteggi per renderli compatibili con la necessità di assicurare un maggior rispetto e una migliore fruibilità dei siti archeologici e monumentali» spiegano in via dei Cerchi, sede dell'assessorato alle Politiche del commercio. Ma la categoria ambulante non è di quelle che si lasci spaventare. Magari si adatta, preferibilmente si modifica, piuttosto si «rimodula» («non abbiamo già dimezzato le proporzioni dei camion-ristoro da dodici a sette metri?» ricorda Luciano) ma insomma resiste. «Fissi», «a rotazione», «stagionali», «urtisti» e poi «anomali» (pre e post-giubilari): vi paiono definizioni di una specie destinata all'estinzione?
Ambulanti. Ma noi staremo nel Tridente: per 40 l'ok della Sovrintendenza
Gli eredi ambulanti della Roma papalina (urtisti, dal cesto che spingeva la folla) si sono manifestati in Campidoglio, chiedendo cosa faranno. I responsabili delle associazioni ambulanti (Anva, Upvad, Apre) si sono consultati con i loro legali per capire come reagire. Almeno 40 delle postazioni nel centro storico hanno avuto il parere positivo della soprintendenza ai beni culturali. L'assessorato al Commercio ha annunciato la liberazione dei souvenir globali, ma gli ambulanti non si lasciano spaventare. La categoria ambulante non si adatta, ma si modifica o si rimodula.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo