L'assessore Rizzo prima di uscire dall'ufficio si affaccia e controlla che la via sia sicura Spinto dal ruolo ad annunci draconiani, il farmacista passato da Forza Italia aia Margherita ha una popolarità in ribasso tra gli ambulanti romani. Gli unici a non guardarlo storto sono quelli di Porta Portese che, a torto o ragione, se ne ritengono beneficiati Ogni sera, prima di uscire dall'officio, si affaccia alla finestra e scruta per bene la strada. Ha imparato a farlo qualche settimana fa, quando ha trovato ad attenderlo un gruppo di chiassosi ambulanti che avevano - a loro dire - delle rimostranze da presentargli. Rissa sfiorata, racconta chi ha assistito alla scena. Ma, si sa, Gaetano Rizzo, assessore capitolino al Commercio, è uomo incline alla moderazione, più lì cisto che allo scontro. Lo spiegò bene nell'aprile del 2003 quando in Campidoglio abbandonò Forza Italia, partito del quale era stato capogruppo, dopo una militanza nella vecchia De. «Dopo le ultime amministrative, ha prevalso una linea politica discontinua, fatta di ostruzionismo e di esasperati personalismi. Chiudo con Forza Italia, è troppo muscolare. Io sono un moderato», disse entrando nel gruppo misto, anticamera del più audace salto della barricata, avvenuto un anno dopo con il passaggio alla Margherita. Preludio all'ingresso nella giunta Veltroni. Si guarda bene le spalle, dunque, ogni sera quando esce dal portone di via dei Cerchi. Gaetano Rizzo vuole evitare gli ambulanti. Ma non quelli di Porta Portese, nonostante lo spettacolare sfratto delle scorse settimane. Quando c'era da decidere chi fossero i venditori «storici» del mercato domenicale, quelli che hanno maturato il diritto a un posto a ridosso di viale Trastevere, l'assessore tirò fuori una soluzione quanto meno discutibile: gli ambulanti, per dimostrare l'anzianità di servizio a Porta Portese erano stati invitati a presentarsi con i verbali di eventuali multe pagate in passato. Un sistema che - nella migliore delle ipotesi - privilegia chi ha commesso infrazioni rispetto ai venditori con la stessa anzianità, ma corretti e quindi mai multati. II Corriere lo scrisse. E lui, Gaetano Rizzo, smentì con sdegno: «Non è vero nulla. Le multe non danno alcun diritto». Ma lui stesso fu smentito nel giro di poche ore da Giovanni Catanzaro, comandante dei vigili: «Non c'è altra maniera, le multe sono l'unico titolo che gli ambulanti possono esibire per dimostrare l'anzianità di servizio. Non c'è nulla di ufficiale, ma ne abbiamo parlato con l'assessorato». Risultato: i venditori multati («e non tutti sono degli stinchi di santo», dicono i vigili) hanno con l'assessore un debito di riconoscenza. Ora Gaetano Rizzo vuole cacciare gli ambulanti dal centro storico. Lo farà davvero? Chissà. «Chi meglio di lui può capirci? E commerciante, capisce che è impossibile lavorare se gli ambulanti e gli abusivi ti si piazzano davanti alla vetrina», sostengono da Confesercenti. L'assessore infatti ha un doppio lavoro: è anche titolare della farmacia Giudice di corso Francia. Adesso in realtà dietro il bancone non compare più. Accanto a lui nella gestione dei medicinali da qualche settimana è comparso un «socio accomandatario» che gli lascia più tempo libero per la politica. E per guardarsi le spalle.
Ambulanti. Gaetano il mite, colomba costretta a diventare falco
L'assessore Gaetano Rizzo, capitolino al Commercio, è noto per il suo ruolo di farmacista e per la sua popolarità in ribasso tra gli ambulanti romani. Ogni sera, prima di uscire dall'ufficio, si affaccia alla finestra per controllare la sicurezza della via. Ha un ruolo di moderazione, ma la sua politica è stata caratterizzata da ostruzionismo e personalismi. L'anno scorso, ha deciso di cacciare gli ambulanti dal centro storico, ma ha trovato un sistema per farlo, invitando gli ambulanti multati a presentarsi con i verbali di eventuali multe pagate in passato.
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