Uno spettacolo mozzafiato quel breve spezzone rimontato al computer che ci ha mostrato la volta della Grotta riadattata a Ninfeo trovata sotto la Casa di Augusto. Una ragnatela di colori, geometrie, partiture architettoniche, che riaffiora da un letargo di secoli a scatenar meraviglia, curiosità, fantasie anche nei capannelli da bar dove si parla solo di calcio, donne e motori. A rinfocolare la passione per l'archeologia e i tesori sepolti nel ventre oscuro di Roma. Un effetto benefico che sarebbe insensato mandare in fumo. Rivolgiamo l'appello ai politici: non lasciatevi contagiare dalla tentazione di cavalcare queste emozioni che a sorpresa ci sono state regalate. Dall'esempio tanto per far capire il pericolo che denunciamo - di un consigliere comunale di Forza Italia, Fabio De Lillo, che ieri sì è affrettato a dichiarare che «la grotta della Lupa è una bufala», una montatura, insinua, studiata dal ministro Rutelli e dal sindaco Veltroni per richiamar l'attenzione sulla nuova sede del Partito democratico, che ha appena aperto lì a due passi. Sfilza di malignità che ha trovato unico appiglio in un intervento di Adriano la Regina che contestava l'ipotesi del Lupercale e attribuiva invece il Ninfeo a Nerone. Giusto che gli esperti abbiano ed esprimano opinioni diverse. Ma perché rovinarci il sapore della scoperta, che resta eccezionale qualunque sia l'imperatore che chiamiamo in ballo?Perché costringere con questo ottuso incalzare anche gli addetti ai lavori ad arroccarsi nelle loro torri d'avorio, come stavolta, per una volta, non hanno fatto, rendendo comunque pubblica una notizia su ad in passato avrebbero rimuginato tra. loro per anni? Pazienza. Aspettiamo la verifica degli scavi.