Un anno fa left dedicava la copertina al traffico illecito delle opere d'arte italiane e al tentativo di recuperarle da parte del ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. I pezzi più contesi si trovavano al Paul Getty Museum di Malibù in California. Il processo nei confronti della sua ex direttrice, Marion True, accusata di associazione a delinquere e ricettazione, è tuttora in corso. L'attuale direttore, Michael Brand, invece ha dimostrato di essere disposto alla collaborazione. E dopo un braccio di ferro, durato due anni, ha rispettato l'accordo firmato con Rutelli, che prevedeva la restituzione delle opere richieste dal governo. Molte opere (40 sulle 52 richieste) hanno oggi ripreso la via di casa. I capolavori del Getty Museum verranno esposti dal 18 dicembre al 2 marzo per la prima volta in Italia, al Quirinale, nella Galleria di Papa Alessandro VII. Nella mostra appariranno anche altri reperti trafugati, come gli otto pezzi pregiatissimi restituiti dal gallerista "pentito" Eisenberg, (dal valore di circa un milione di euro) e altri provenienti dal Metropolitan di New York. Più complicata, invece, la vicenda che riguarda la Venere di Morgantina e l'Atleta di Fano, attribuita allo scultore greco d'epoca ellenistica Lisippo, ripescata al largo di Fano nel 1964 e acquistata nel 1977 dal Paul Getty Museum per quattro milioni di dollari. Mentre la prima statua dovrebbe tornare in Sicilia nel 2010, la seconda è ancora al centro di una complessa vicenda giudiziaria iniziata nel 1998 con la richiesta di restituzione proveniente dal ministero dei Beni culturali. Al momento l'Italia incassa una sconfitta viste le difficoltà incontrate per dimostrare la sua nazionalità. Il 19 novembre scorso il giudice per le indagini preliminari di Pesare ha respinto la richiesta del Pm, che chiedeva la sua confisca. Il Gip Daniele Barberini ha contestato al Pm Silvia Cecchi la mancanza di prove che il bronzo sia stato ripescato in acque italiane; e ha prosciolto per prescrizione i cinque antiquari umbri accusati di ricettazione. Ha affermato inoltre che il museo aveva acquistato la statua dopo la loro prima assoluzione. Ma il Pm non si da per vinta e probabilmente questa lunga e misteriosa storia, che dura da 43 anni, troverà il suo finale in Cassazione. Per il momento l'Atleta resta in California, per la gioia del Museo che ne ha fatto la sua icona. La statua è nota infatti anche con il nome di "Getty Statue".
I capolavori tornano. Ma non tutti
Il Paul Getty Museum di Malibù in California ha restituito 40 delle 52 opere d'arte italiane richieste dal governo italiano. Il processo contro la sua ex direttrice Marion True è ancora in corso. L'attuale direttore Michael Brand ha rispettato l'accordo con il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, che prevedeva la restituzione delle opere. Alcune opere, come la Venere di Morgantina e l'Atleta di Fano, sono ancora al centro di una complessa vicenda giudiziaria. Il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di restituzione del bronzo dell'Atleta, affermando che non ci sono prove che il bronzo sia stato ripescato in acque italiane.
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