Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemo lo, incontrerà a Pompei il Soprintendente archeologico, Pietro Giovanni Guzzo, molto probabilmente entro dicembre. In questi giorni si sta definendo l'ordine del giorno dell'incontro. L'appuntamento segue lo scambio di lettere tra Guzzo e Montezemolo avvenuto nelle scorse settimane allo scopo di favorire una maggiore partecipazione degli imprenditori al rilancio dei siti archeologici vesuviani. La Soprintendenza sottolinea la necessità di coinvolgere i privati non solo in grandi sponsorizzazioni ma anche per potenziare servizi di marketing a supporto del lavoro di restauro. «Nel corso del colloquio con il presidente di Confindustria - spiega il Soprintendente Guzzo - sarà importante mettere in evidenza le peculiarità turistiche e culturali dell'area archeologica e di Pompei moderna. Confondere le esigenze dell'una con quelle dell'altra, non produrrebbe esiti positivi». L'apertura ai privati per Pompei non è una novità. Dal 1997, conia legge 352, la Soprintendenza di Pompei gode di uno statuto speciale di autonomia finanziaria e organizzativa che consente di gestire le aree archeologiche con la collaborazione di associazioni, fondazioni e aziende internazionali. I rapporti sviluppati finora non si limitano a un semplice sostegno economico: in molti casi gli accordi prevedono il coinvolgimento diretto dei privati in attività scientifiche e nella promozione del sito. Un esempio di collaborazione è quella avviata otto anni fa con la Compagnia di San Paolo. La fondazione bancaria torinese ha curato, in collaborazione con il team scientifico della Soprintendenza, il restauro delle terme suburbane e del Lupanare dell'antica Pompei con un impegno di 450mila euro. In seguito, Autostrade Meridionali ha sostenuto la mostra «Storie da un'eruzione. Pompei, Ercolano, Oplontis», partita nel 2003 dal Museo Archeologico di Napoli (250mila visitatori) e proseguita con successo in giro per il mondo, con tappe - programmate fino al 2008 - negli Stati Uniti, in Canada, in Cina e Giappone. L'intesa con il Packard Humanities Institute, importante ente filantropico con sede in California, ha investito 3 milioni sugli scavi di Ercolano. L'Herculaneum Conservation Project è partito nel 2001 con il restauro del sacello di legno, della palestra e dei portici lungo il decumano. Nel 2004 con l'adesione della British School at Rome, è stato stipulato un contratto di sponsorizzazione, reso possibile dalle nuove disposizioni legislative (art 120 del D. Lgs. 422004) sulla partecipazione diretta dei privati. Studiosi della Soprintendenza e della Packard attuano un programma per il puntellamento delle strutture in pericolo nell'area degli scavi Nel 1998 è partito il progetto di ricerca «Restoring Ancient Stabiae» (Ras), promosso dall'Università del Maryland e successivamente preso in cura da una fondazione non-profit di cui fanno parte, oltre ai governi italiano e statunitense, la National Italian American Foundation, l'Accademia Americana di Roma e la Regione Campania. L'intesa è finalizzata alla realizzazione di un Parco archeologico nell'area dei ritrovamenti di Castellammare. Dei 45 milioni necessari per la prima parte dei lavori, 15 saranno stanziati dalla fondazione e 30 dalla Regione Campania (fondi Por 2007-2013). Si prevede l'apertura del Parco dal 2009. La Soprintendenza archeologica ha inoltre concesso ad imprese private i servizi previsti dalla legge 493 (guide, servizio di ristorazione, biglietterie, book shop).