Un trust di diritto italiano per gestire i beni culturali. La proposta arriva da Stefano Borghi, di Livolsi Partners, che l'ha presentata a Cagliari in occasione della Borsa dei beni culturali e del turismo sostenibile. «In Italia esistono solo le fondazioni, una struttura complessa che richiede addirittura l'assenso preventivo da parte delle pubbliche autorità» dice Borghi «mentre con il trust è più semplice allocare parte del proprio patrimonio in modo fiscalmente efficiente». Ma il trust non è uno strumento tipico del diritto anglosassone? «Né la legislazione né il codice civile lo prevedono» ha spiegato a Economy il notaio Pasquale Lebano «ma è comunque possibile creare un trust di diritto italiano». Castelli e ville, come in Gran Bretagna, potrebbero quindi finire sotto la gestione di un trustee.