Uno scrigno di tesori che giace nell'indifferenza pressoché generale, che pochi conoscono e che potrebbe essere sfruttato molto meglio. A tale scopo l'assessore alla Cultura di Como Sergio Gaddi lancia una campagna di rinnovamento che prevede una radicale ristrutturazione (ogni anno sarà presa in esame una sede) e un ripensamento globale della relativa segnaletica all'interno del contesto urbano. Partiamo dai numeri. Nel sistema museale della città di Como quest'anno (i dati disponibili sono da gennaio a settembre) i visitatori sono stati in media 84 al giorno, comprendendo nel computo totale il Museo Giovio di piazza Medaglie d'Oro, la Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi e il Tempio Voltiano. Nel dettaglio, al primo posto si attesta la collezione di cimeli dell'inventore della pila ai giardini a lago (10.560 accessi), seguita dal Museo Archeologico (9.543) e dalle collezioni di via Diaz 84 (appena 2.635 accessi). Aggiungendo a queste cifre le scolaresche (3.901 unità nel periodo sopra citato) si arriva a un totale di 26.639 visitatori in nove mesi, e la media non tocca comunque la cifra tonda del centinaio di accessi. Dati alla mano, forniti dall'ufficio statistica del Museo Giovio, la situazione non è certo delle più rosee, e non identifica una città dalla vocazione schiettamente culturale come quella che i 340mila visitatori delle quattro grandi mostre di Villa Olmo organizzate dal 2004 a oggi si potrebbero lecitamente attendere. La 'forbice' però non è così drammatica, stando alle voci ufficiali. Per il responsabile dei Musei Civici di Como, Lanfredo Castelletti, «stiamo assistendo in questi anni a un lento ma progressivo miglioramento, anche se la visibilità delle nostre collezioni è da migliorare notevolmente. Abbiamo puntato molto sulle attività didattiche, sui laboratori e sulle visite guidate rivolte alle scolaresche della città e del territorio lariano, allo scopo preciso di coltivare il pubblico degli adulti di domani e renderli consapevoli del tesoro che hanno sotto casa. Un notevole slancio si è avuto nei rilevamenti a partire dal 2003 con la riapertura dopo i restauri dalla Pinacoteca, e ritengo che un forte salto in avanti si avrà quando, in tempi che ritengo brevi, si potrà completare il recupero funzionale di tutto il Tempio Voltiano». Pinacoteca che proprio quest'anno peraltro ha registrato il record negativo, con soli 80 visitatori a luglio (nemmeno 3 al giorno). Una 'forbice' francamente pazzesca, nel mese in cui la mostra degli Impressionisti del Museo di Belgrado a Villa Olmo ha toccato quota 80mila presenze. «I nostri visitatori sono il riflesso di una situazione che è nazionale - rimarca poi l'assessore competente, Sergio Gaddi, responsabile del settore Cultura di Palazzo Cernezzi - Anzi possiamo andarne fieri: siamo nella fascia medioalta dei musei in territorio lombardo per quanto attiene ai visitatori. Dato il successo delle mostre di Villa Olmo, confermo che gli eventi espositivi 'estemporanei' sono necessari per attirare il grande pubblico, fungono da traino, e su questa strada proseguiremo in modo sistematico, programmando a lunga gittata le esposizioni. Per la Pinacoteca, non è più un segreto per nessuno, punteremo a una riorganizzazione che la collocherà sempre di più come tempio dell'arte contemporanea, una vocazione naturale visto che le collezioni comprendono alcuni capolavori dell'Astrattismo e del Razionalismo del '900 comasco. A Palazzo Volpi abbiamo già in calendario per il 2008 una grande mostra del designer Andrea Branzi, e la vocazione alla contemporaneità sarà rimarcata, in un'altra sede prestigiosa come l'ex chiesa di San Francesco accanto al Tribunale, con un'esposizione di Pino Pascali, uno dei maestri dell'arte povera». «Comunque, lo ribadisco, crediamo nel sistema museale e abbiamo intenzione di incentivarlo. La Pinacoteca, e con essa San Francesco, sarà sempre più uno dei luoghi della modernità e della contemporaneità, e ogni sede del nostro sistema museale verrà ridisegnata e ristrutturata, anno per anno. Abbiamo anche intenzione a breve di porre mano alla cartellonistica e alla segnaletica del sistema, creando percorsi mirati all'interno della città. Ad esempio è impensabile che un gioiello come il Chiostrino di Sant'Eufemia in piazzolo Terragni sia poco visibile, quasi introvabile». Oltre ai musei, l'agenda di Gaddi è però fitta di impegni in questi giorni in vista della riunione di giunta di metà dicembre da cui scaturiranno titolo e argomento della prossima grande mostra di Villa Olmo. «Il 22 sarà a Bruxelles per incontrare un esperto d'arte. E il 26 novembre sarà a Basilea, alla Fondazione Beyeler, che conserva lavori di Monet, Cezanne, Van Gogh, Picasso e molti altri artisti importanti, per valutare l'ipotesi di una collettiva. Per il 2008 però si stanno concretizzando tre strade tra le molte nella rosa delle mostre 'papabili' per Villa Olmo: una collaborazione con il prestigioso Leopold Museum di Vienna per un'antologica di maestri della Secessione come Klimt e Schiele, una mostra che ritengo assolutamente fantastica di reperti di epoca precolombiana (spostando così l'asse della tradizione espositiva lariana sin qui consolidata dai maestri del Novecento pittorico all'archeologia) e infine una mostra di capolavori di Amedeo Modigliani su cui lavoro già da tempo e che dovrebbe avere come consulente il massimo esperto dell'artista italiano oggi attivo sul piano internazionale, Christian Parisot, direttore degli 'Archives Légales Amedeo Modigliani' nominato dagli eredi e che ha organizzato, nei più importanti musei del mondo, più di venti esposizioni dedicate a questo artista e che tra l'altro presto verrà in visita a Como. Punto però a una programmazione pluriennale quindi ogni ipotesi che stiamo passando al setaccio tuttora valida anche per i prossimi anni. La scelta di una mostra precolombiana, ad esempio, è da valutare con attenzione perchè tanto a Palazzo Grassi di Venezia (con i Maya) quanto alla Royal Academy di Londra (con i tesori degli Aztechi) questo periodo storico ha registrato un enorme successo di pubblico». Altri nomi 'papabili' sono Lucien Freud, Matisse e Chagall. Fra poco più di tre settimane, comunque, il mistero dovrebbe essere svelato.
Musei Civici di Como, ovvero una fotografia impietosa
L'assessore alla Cultura di Como, Sergio Gaddi, ha lanciato una campagna di rinnovamento del sistema museale della città, che prevede una radicale ristrutturazione e un ripensamento globale della segnaletica. I dati disponibili per l'anno 2007 mostrano che i visitatori dei musei di Como sono stati in media 84 al giorno, con un totale di 26.639 visitatori in nove mesi. La Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi ha registrato il record negativo con soli 80 visitatori a luglio, mentre il Museo Giovio ha avuto 10.560 accessi. Gaddi riconosce che la situazione non è delle più rosee, ma afferma che ci sono segni di miglioramento.
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