Lavori al municipio, ecco la Soprintendenza GARLATE(b. ber.) «La Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici, che abbiamo interpellato a fine estate per la pavimentazione realizzata all'interno del municipio, ha chiesto al sindaco Maria Tammi di fornire tutta la documentazione relativa alla progettazione, cosa che non era mai stata presentata invece nei tempi previsti e soprattutto prima di realizzare la pavimentazione. Ora da una comunicazione dell'ente si evince che sono stati trasmessi per tempo solo gli atti riguardanti ?interventi urgenti attinenti al convogliamento dei pluviali nel cortile?, ben altra cosa rispetto al ?logo padano? inserito nella pavimentazione». I consiglieri del gruppo di opposizione ?Paesevivo? tornano all'attacco contro il simbolo realizzato nella nuova pavimentazione del cortile del palazzo comunale, presentando un'interrogazione per chiedere al primo cittadino di affrontare la questione nel prossimo consiglio comunale. Il capogruppo Beppe Conti afferma: «A fine estate il nostro gruppo si era fatto portavoce del malcontento nato in paese per la decisione del sindaco e della sua giunta leghista di marchiare con il Sole delle Alpi, celebre simbolo politico della Lega Nord, il cortile del municipio, imponendolo alla cittadinanza come se fosse di sua proprietà». I consiglieri avevano quindi richiesto l'intervento della Soprintendenza. «L'ente è subito intervenuto chiedendo tutta la documentazione. Sono trascorsi ormai più di due mesi ma il fax del 20 settembre giunto in Comune dalla Soprintendenza non è mai stato reso noto fino ad oggi. La richiesta della Soprintendenza è stata notificata soltanto in questi giorni tramite raccomandata per opportuna conoscenza anche ai consiglieri di ?Paesevivo? per questo abbiamo provveduto a interpellare immediatamente il sindaco chiedendo ulteriori lumi sulla vicenda che appare ancora più grottesca e poco chiara. Vogliamo infatti visionare l'intera pratica in questione, ma vogliamo anche sapere se è vero che il progetto trasmesso originariamente alla Soprintendenza non prevedeva quanto poi è stato eseguito, se all'Ente è stato inoltrato quanto richiesto».