La Napoli in atto lascia molto a desiderare, si guardi alla sicurezza o ai rifiuti, al traffico o al decoro urbano. Ma Napoli in potenza come potrebbe essere? La sua lunga e a volte splendida storia può indicare antidoti al degrado? La domanda voleva essere un po' un gioco, arrivando dall'associazione «Caprienigma» e dal connesso «Oplepo», l'Opificio di Letteratura Potenziale parente dell'Oulipo francese, in genere impegnato in raffinati esercizi. Ma, trattandosi di aprire un discorso sul futuro anche reale della città, il programma della multiforme manifestazione «NapoliPotenziale», che si avvia oggi all'Istituto Francese «Grenoble», in via Crispi, ha preso una piega meno giocosa. Si è orientato a un ragionato riepilogo degli ultimi secoli di storia di Napoli, a partire dal decennio francese fortemente riformatore di Murat e ha coinvolto storici, architetti, filosofi. Pur senza rinunciare allo scatto dell'immaginazione e al versante letterario, che prevede seminari in collaborazione con l'Università «Suor Orsola Benincasa» e con «L'Orientale», un laboratorio di scrittura (al Grenoble, domani alle 15), la presentazione del volumetto oplepiano Napoli à contrainte. Il programma si avvia oggi alle 18,30 con la proiezione del film di Lamberto Lambertini «Fuoco su di me» e l'intervento del regista e di Sergio Scapagnini su «Napoli città di Murat, le roi de Naples». Verrà anche inaugurata la mostra foto-video «La città disturbata», immagini realizzate da Luciano Ferrara in sintonia di ispirazione con Raffaele Aragona, responsabile di «Caprienigma», oplepiano fondatore, principale ideatore di «NapoliPotenziale». Aragona da anni osserva con occhio insofferente insegne pubblicitarie, tabelloni e altri corpi estranei che deturpano le vie della città. «Tutte queste installazioni - dice Aragona - nonostante il parere negativo della Soprintendenza ai Beni architettonici ambientali, restano indisturbate al loro posto. Il fenomeno è enorme e sta letteralmente alterando il paesaggio, in dispregio a monumenti, chiese, palazzi della città». Sono primari nella Napoli attuale i problemi di estetica? «La questione estetica è meno grave di altre. - ammette Aragona - Però aspetto esteriore e decoro della città sono elementi che non solo ne migliorano la vivibilità, ma ne rinviano un'immagine che produce un ritorno anche in termini economici. Possono costituire, inoltre, una questione sociale fondamentale, come specchio degli abitanti e come fattore educativo». Eliminare certe brutture non sarebbe dunque sufficiente per una rigenerazione urbana. Sarebbe anche utile un nuovo esame di coscienza storico. Al quale domani, dalle 18, «NapoliPotenziale» comincerà a contribuire con un incontro, condotto da Francesco Durante, tra Cesare De Seta che interverrà su «La Napoli dei Borbone», Piero Craveri su «Napoli del Novecento», Ruggero Guarini su «Napoli '44», Paolo Macry su «Napoli oggi». La serata, dalle 20,30, virerà verso la letteratura potenziale con Marcel Bénabou, Hervé Le Tellier, Paolo Albani, Domenico D'Oria. Sabato mattina, dalle 10,30, al cinema Filangieri, la discussione sarà pluridisciplinare. Condotta da Claudio Scamardella vedrà Raffaele Aragona parlare del «Disarredo urbano», Rossana Bono della «Città sobria», Ugo Carughi de «La storia molesta», Gerardo Mazziotti di «Stravaganze napoletane», Aldo Masullo di «Napoli Futura». Secondo Aldo Masullo, maestro di filosofia e di impegno civile, molto critico verso la classe dirigente e politica, «le persone e le risorse per una rigenerazione della città non mancherebbero, ma bisognerebbe farle diventare sistema, in alternativa alle energie peggiori che sono sciaguratamente riuscite a far prevalere il loro sistema». Da parte sua lo storico Paolo Macry sostiene che i mali di Napoli siano anche l'effetto di un circolo vizioso istituzionale: «I problemi della città e del Sud potrebbe contribuire a risolverli un vero federalismo, con una maggiore responsabilizzazione della classe politica locale che dovrebbe dare direttamente risposte ai cittadini su come spende i soldi delle loro tasse».