IL TERRITORIO Una tradizione lunga venti secoli L'Agro nocerino sarnese, situato nella pianura del fiume Sarno è una sorta di cuscinetto geografico tra l'area urbana di Napoli e quella di Salerno i cui confini montuosi sono rappresentati da un lato dalla catena dei Monti Lattari e dell'altra dai Monti Picentini. Comprende, anche se l'elenco non è rigido, i Comuni di Angri, Castel San Giorgio, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant'Egidio del Monte Albino, Sarno, Scafati e Siano. La presenza dei vulcani nei territori vicini ha dato luogo, nel corso dei secoli, ad un terreno particolarmente fertile, sia in virtù degli apporti piroclastici, sia della stratificazione e combinazione fisico-chimica di materiali alluvionali, trasportati anche dal fiume Sarno. Non è un caso che già in epoca Romana questa zona era particolarmente ricca e tenuta in grande considerazione dai Romani che dopo la distruzione di Nuceria Alfaterna da parte di Annibale concesse a questa confederazione l'ambito privilegio di «battere» una moneta tutta sua. L'Agro costituisce un contesto ambientale in cui condizioni naturali e sociali hanno consentito uno sviluppo insediativo ed economico-produttivo di grande prestigio. La conseguenza è stata uno sviluppo più o meno organizzato delle attività rurali, ed in particolare della coltivazione del pomodoro San Marzano Dop, del tabacco e delle fibre tessili, e la nascita di un polo di imprese manifatturiere collegate alla produzione agricola che insieme all'industria conserviera ha caratterizzato gli anni 50, 60 e 70. Successivamente il tessile è quasi scomparso e la filiera del settore agroalimentare, che negli anni 80 ha conosciuto una crisi generalizzata, si va ora specializzandosi nella qualità per contrastare mercati aggressivi ma di livello inferiore come il cinese. A supporto dell'intera filiera produttiva vi sono poi numerose aziende metalmeccaniche e di trasporto e di servizi. La grande urbanizzazione degli anni 80 ha finito però per distruggere buona parte delle aree a vocazione agricola sostituendo illusorie industrie scollegate dalla tradizione che dopo aver sconvolto i terreni hanno lasciato migliaia di disoccupati. Negli ultimi anni l'Agro nocerino sarnese riscopre le tradizioni storiche attraverso l'incentivazione del turismo archeologico e cerca la qualificazione per quello che resta dei suoi prodotti agricoli nella speranza che non sia troppo tardi. Una veduta della valle del Sarno da Nocera