19-07-2007Busto Arsizio - La posizione di Città ApertA, aderente al fronte del "no" all'autosilo e allo spostamento del monumento da piazza Vittorio Emanuele II Riceviamo e pubblichiamo Desideriamo intervenire, dando voce alla nostra rinata Associazione politico-culturale "Città apertA", nel dibattito a distanza che da mesi si svolge a Busto in merito alla piazza Vittorio Emanuele II. Abbiamo definito tale dibattito a distanza, perché sinora di incontri pubblici se ne sono avuti soltanto nella versione "addomesticata", in cui gli spazi di intervento venivano sapientemente distribuiti tra progettisti, politici di sostegno, investitori travestiti da opinionisti o da rappresentanti di categoria. Quindi sinora l'unica possibilità di esprimersi in merito alla questione è pressochè esclusivamente costituita da "Lettere al Direttore", più qualche sparuta intervista. Facile per il partito dei "sostenitori" (che ha arruolato, salvo poche eccezioni, tutta la maggioranza, il centrosinistra ulivista, il sedicente decano dei commercianti nonché la parte preponderante della stampa locale) avvalorare la percezione che siamo davanti ad una alternativa tranchant: o si fa l'autosilo sotterraneo o si lascia la piazza nel degrado. Non è così, qui si vuol sostituire un degrado con un altro, a tutto beneficio di pochi investitori, che vogliono appropriarsi del sottosuolo della piazza e disporre a proprio piacimento della sua superficie sbarazzandosi del monumento per precisi scopi: a) porre sul mercato le unità immobiliari a prezzi elevatissimi, in quanto centralissime e dotate di autorimesse private ricavate da sottosuolo pubblico (ricavarle dal sottosuolo privato degli erigendi edifici costerebbe agli immobiliaristi molto di più); b) porre a disposizione del programmato centro commerciale un parcheggio presentato come pubblico ma sostanzialmente riservato almeno in buona parte alla clientela del centro commerciale. Per giunta il Comune, per premiare questa generosa offerta di parcheggio pubblico elargirebbe grossi (o al 100?) sconti sugli oneri di urbanizzazione. Qui va fatta una precisazione, perché nel suo comunicato il gruppo consiliare dell'Ulivo ha affermato, replicando ("sgombriamo il campo da false informazioni") a Barcucci, che i posti macchina nel silos sarebbero 146 e non 340. No perbacco, sarebbero 305, e questo dato è autentico perché fornito da uno dei due progettisti, l'arch. Locati, al quale i consiglieri ulivisti avrebbero potuto facilmente rivolgersi, in quanto Locati è membro del Direttivo DS. Sono 159 i posti privati per i futuri residenti e 146 i posti pubblici (precisiamo noi, in buona parte per il pubblico del centro commerciale), in totale 305: ci è andato più vicino Barcucci. Riprendiamo il nostro discorso. Adesso tutti si dichiarano disponibili a discutere. Adesso che la Giunta ha già deliberato lo spostamento del monumento in piazza Trento Trieste, facendo precedere la delibera da una molto democratica riunione delle segreterie di Forza Italia, Lega, AN e UDC. Con ciò si sentiranno la coscienza a posto, per aver ottemperato alla raccomandazione contenuta nella legge regionale n 12, che si appella a criteri di partecipazione dei cittadini in merito al governo del territorio. Infine, chi è preposto al riordino di Piazza Trento e Trieste? Chi sostiene le spese? Si spera comunque che la correttezza prevalga e non si mettano in moto le ruspe prima che abbia avuto luogo il referendum (definito da un noto politico "falsa democrazia") promosso da "La Voce della Città", con tante adesioni. Non è vero, come si è cercato di far credere, che la cittadinanza è plebiscitariamente favorevole al progetto. Hanno dato parere negativo personalità del calibro di Monsignor Livetti, dell'ex Sindaco Rossi, dell'Arch. Augusto Spada (storico e studioso dell'urbanistica cittadina); contraria all'autosilo sotterraneo la Famiglia Bustocca; contrari all' autosilo e allo spostamento del monumento l'ANPI e tutte le associazioni combattentistiche della città, Angioletto Castiglioni in testa; contrario un folto gruppo di commercianti del centro; contrari moltissimi architetti; contrarie molte associazioni (Legambiente, Alter List, Altra Lombardia ecc.) e i partiti del Coordinamento della sinistra; contrario l'Avv. Cornacchia di Forza Italia. Contrario ad un certo punto sembrava fosse lo stesso Vicesindaco Giampiero Reguzzoni, stando a quanto dallo stesso dichiarato la sera dell'incontro organizzato da Alter List al Museo del Tessile, ma ora sembra recuperato alla causa della maggioranza. L'Ulivo è allineato a Sindaco e Giunta, ma fa almeno una interessante apertura indicando come punto di riferimento la "valorizzazione del centro storico nella sua complessità e interezza": uno spiraglio, ma centrato e che potrebbe rimettere in discussione l'intera faccenda. I cittadini devono riflettere e, se gliene viene data la possibilità, con incontri pubblici e col referendum, hanno l'interesse e il dovere di partecipare. In fondo non è difficile da capire che è sì sacrosanto togliere dalla superficie di piazza Vittorio Emanuele II le 80 auto che ora vi parcheggiano, ma non lo è altrettanto recepire nel centro storico una colonna di 305 auto, oltretutto per soddisfare interessi quasi esclusivamente privati. Chi ha i capelli bianchi sa come sono andate le cose tanti anni fa, quando amministratori poco inclini a salvaguardare la dignità di Busto diedero il via alla "strage del Liberty", con le ruspe in via Mameli (villa Gabardi), in piazza Garibaldi (casa Rena), e via dicendo, usando una parola come loro bandiera: il PROGRESSO. Oggi tutti i bustocchi di una certa età rimpiangono quelle architetture che davano una personalità di rilievo alla nostra città, ma dobbiamo stare attenti, perché il partito della demolizione è sempre in grande fervore. C'è già chi lavora per il dopo-autosilo, e studia un progetto non meno aberrante; sono state costituite due commissioni che intendono eliminare gli ospedali esistenti di Gallarate e Busto, per unificarli in un'unica struttura nelle campagne intorno a Beata Giuliana. Provate a pensare le speculazioni che scatenerebbe un progetto del genere. Cosa non si può fare in nome del PROGRESSO! Lunedi 19 Novembre 2007 Nino Cuccia (per l'Assoc. politico-culturale Città apertA)
Busto Arsizio. Parcheggi, ruspe e referendum
Nella piazza Vittorio Emanuele II di Busto Arsizio, è in corso un dibattito sulla proposta di costruire un autosilo sotterraneo. L'Associazione politico-culturale "Città apertA" ha espresso la sua opposizione al progetto, affermando che sarebbe un'alternativa al degrado della piazza, ma in realtà sarebbe un modo per privati di appropriarsi del sottosuolo della piazza e di sbarazzarsi del monumento per mettervi un centro commerciale. La Giunta ha già deliberato lo spostamento del monumento in piazza Trento Trieste, e si spera che la correttezza prevalga e non si mettano in moto le ruspe prima del referendum.
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