-------------------------------------------------------------------------------- Lautore è il soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino e, ad interim, dellOpificio delle pietre dure Da un mese New York ha un cuore fiorentino splendente: nel Metropolitan Museum sono esposte - dono di Natale a cittadini e turisti - tre delle dieci formelle della Porta del Paradiso creata da Lorenzo Ghiberti per il Battistero: Adamo ed Eva, Esaù e Giacobbe, David e Golia. E la terza tappa di una tournée (resa possibile dalla generosità dellOpera del Duomo con lassenso della Soprintendenza e del Ministero) che ha toccato finora Atlanta e Chicago, e dovrebbe concludersi a Seattle. I visitatori si affollano nel patio spagnolo che ospita la mostra e anchio, nelle pause del convegno sul Ghiberti nel quale parlavo, ho ammirato con loro le tre storie bibliche nella luce nuova di un allestimento elegante e discreto. Rivelate dal lungo restauro guidato da Annamaria Giusti presso il Settore bronzi e armi antiche dellOpificio delle pietre dure, le tre formelle (come del resto le sette rimaste a Firenze) non finiscono di stupire. A ogni sguardo si colgono particolari squisiti, inquadrature che sentono la prospettiva senza attenervisi rigorosamente, notazioni tecniche rivelatrici delle mille difficoltà della fusione e della doratura a mercurio. Avrà immaginato lorafo ventitreenne Ghiberti, quando vinse il concorso per la porta del Battistero nel 1401, che quella vittoria gli avrebbe cambiato la vita? A quella prima porta, ora a nord, e poi alla seconda, quella del Paradiso a est, lavorò fino alla morte nel 1455, facendosi aiutare da due figli e da numerosi colleghi, e producendo intanto altri capolavori doreficeria e darte vitraria. Con fluido ritmo narrativo, il Ghiberti snoda gli episodi biblici entro il perimetro quadrato di ogni formella, giocando su effetti spaziali vicino-lontano per suggerire la sequenza cronologica prima-dopo. E crea una varietà impressionante di soluzioni, come dimostra anche solo la terna ora a New York. Nella formella di Adamo ed Eva, dalla creazione alla cacciata, il paesaggio alterna valli e boschetti intorno allEden, sotto un cielo ampio dove trascorre Dio Padre con gli angeli: se ne sarebbe ricordato Michelangelo nella Volta Sistina. La storia di Esaù e Giacobbe è ambientata entro un loggiato classico, altissimo. Lo scontro tra Saul e i Filistei, che culmina con lepisodio di David e Golia, è una composizione claustrofobica senza cielo, chiusa tra ripidi calanchi sui quali svetta il profilo di Gerusalemme. Autentica miniera di invenzioni compositive, di figure e di ornamenti, la porta avrebbe offerto ispirazione a generazioni dartisti a venire. Dopo che un lungo silenzio critico (in parte dipendente dal lungo restauro della Porta dOro) aveva emarginato il Ghiberti dallattenzione del grande pubblico e anche di qualche specialista, Lorenzo di Bartoluccio è tornato con prepotenza a occupare la scena del primo Rinascimento fiorentino. E questo anche grazie alla mostra delle tre formelle in America, che con il suo catalogo sta diffondendo lapprezzamento non solo per larte del nostro passato, ma anche per le presenti capacità di conservarla e restaurarla a livelli deccellenza. CRISTINA ACIDINI
FIRENZE -Al Metropolitan davanti alle formelle del Ghiberti
Il Metropolitan Museum di New York ospita una mostra con tre delle dieci formelle della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, creata per il Battistero di Firenze. Le formelle, dono di Natale, sono state restaurate e presentate in un allestimento elegante e discreto. La mostra rievoca la storia biblica con particolari squisiti e notazioni tecniche rivelatrici delle difficoltà della fusione e della doratura a mercurio. Le formelle sono state create da Ghiberti tra il 1401 e il 1455, lavorando a lungo per la porta del Battistero e producendo altri capolavori doreficeria e darte vitraria.
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